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"L’acqua non è merce, ma diritto universale". Sinistra per Urbino in campo sulla crisi idrica

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18.02.2026

Il recente dibattito sulla gestione delle risorse idriche nella nostra provincia fa intervenire sul tema anche Sinistra per Urbino, fortemente preoccupata per una situazione "che denunciamo da tempo: la crisi idrica è reale e colpisce un territorio che dipende per circa l’80% dalle acque superficiali del Metauro e del Candigliano". Il gruppo politico è però contrario alla vecchia ricetta delle grandi opere, come un nuovo invaso appenninico, costoso e ad alto impatto ambientale: "È una scelta sbagliata e pericolosa – dicono – che rischia di trasformare un problema collettivo in un’occasione di profitto per pochi. L’acqua non è una merce, ma un diritto universale. Non può essere subordinata alle logiche del mercato né affidata a strategie industriali orientate ai dividendi. Un nuovo bacino artificiale significherebbe devastazione di aree interne già fragili, consumo di suolo e alterazione irreversibile degli ecosistemi, ingenti risorse pubbliche sottratte a scuola, sanità e servizi sociali e, infine, ulteriore pressione sulle tariffe pagate da famiglie e lavoratori".

Sinistra per Urbino propone di affrontare il problema idrico con pianificazione pubblica, manutenzione e giustizia sociale: "È necessario un piano straordinario per ridurre le perdite della rete idrica, reinvestendo integralmente gli utili nel servizio, nonché uno studio pubblico per una rete di laghi, a basso impatto e resiliente rispetto ai cambiamenti climatici. In questo quadro è indispensabile aprire con chiarezza il tema del ritorno sotto il controllo pubblico di Marche Multiservizi: un servizio essenziale come quello idrico non può essere gestito secondo criteri societari che prevedono la distribuzione di utili ai soci. Ogni euro generato dal servizio deve tornare a migliorarlo, riducendo le perdite, ammodernando le infrastrutture e contenendo le tariffe. Bisogna superare definitivamente la logica mista pubblico-privato che negli anni ha trasformato un bene comune in una fonte di rendita. L’acqua appartiene alla comunità e deve essere governata con equità e trasparenza. Difendere l’acqua come bene comune significa difendere la giustizia sociale e contrastare ogni tentativo di trasformare un diritto fondamentale in occasione di speculazione.


© il Resto del Carlino