menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Fine dell’odissea per Daniele Zannini, rientrato a Bologna da Dubai: “Un pezzo di missile si è abbattuto nell’albergo vicino a noi”

7 0
yesterday

A causa della guerra la situazione è critica non solo a Dubai (nella foto), ma anche a Doha. Molti italiani faticano a tornare in Europa

Articolo: Crosetto e il ritorno da Dubai: “È difficile dire ai vostri figli che li abbandonate sotto le bombe”

Articolo: Effetti a catena sui turisti in tutta l’Asia: “Voli sospesi, bloccati in Thailandia. Ma l’ambasciata non ci risponde”

Articolo: Turisti bloccati in Thailandia: “Prezzi di biglietti a 4mila euro, restiamo 10 giorni in più”

Bologna, 6 marzo 2026 - Daniele Zannini, commercialista bolognese, è rientrato al Marconi questa mattina, da Dubai. La fine di un’odissea iniziata domenica scorsa, 1° marzo, poche ore dopo l'inizio di ‘Epic fury’, il nome dell'operazione militare congiunta di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. “La guerra è scoppiata nel tardo pomeriggio di sabato 28 febbraio, eravamo in albergo e ci hanno fatto scendere nella hall”.

Zannini ricorda così quei momenti. “Due alberghi vicino al nostro hanno preso fuoco, su uno di questi è caduto lo spezzone di un missile abbattuto e per giorni abbiamo visto una nube nera sopra le nostre teste”, racconta. Poi, il dubbio che assale tutti gli italiani che si trovano in una situazione simile a quella di Zannini: “E ora cosa succederà?”.

La chiusura improvvisa di ampie porzioni di spazio aereo in Medio Oriente, conseguenza diretta dell’escalation della guerra in Iran in corso, sta generando una delle più gravi interruzioni del traffico aereo degli ultimi decenni.

Migliaia di voli sono stati cancellati, dirottati o riprogrammati, con ripercussioni immediate su centinaia di migliaia di viaggiatori in Europa, Asia e nei principali hub del Golfo. L’effetto domino sta paralizzando operazioni aeroportuali, coincidenze e intere catene logistiche.

Sin da subito “è stato un disastro - prosegue il commercialista - . Perché nessuno del consolato o dell’ambasciata ci ha aiutato a risolvere la situazione. Così come le compagnie aeree non hanno fatto nulla. Anzi, sono dovuto andare io in aeroporto giovedì per chiedere loro un volo che potesse riportare me e mia moglie perlomeno in Europa”.

Zannini ha speso 3.000 euro (per due persone) soltanto per rientrare oggi sul Vecchio Continente, poi altri 750 per tornare questa mattina a Bologna e centinaia di franchi svizzeri per alloggiare a Zurigo la scorsa notte. “In cinque giorni mi hanno fatto comprare tre biglietti per l’Italia, aerei che poi non sono partiti. Anzi, le compagnie ci dicevano che sarebbero partiti, poi un’ora dopo puntualmente arrivava la cancellazione del volo”. A Dubai, però, “tanti ragazzi stanno ancora aspettando in aeroporto e chissà quando riusciranno a rientrare”. Il più comprensivo “è stato l’albergo dove abbiamo alloggiato”, afferma Zannini.

Perché “ci hanno ridotto la tariffa e hanno compreso la nostra situazione. Al check-out mi hanno consegnato una ricevuta con la quale posso fare richiesta di rimborso all’Emirato di Dubai per l’importo speso in questi giorni”.

© Riproduzione riservata


© il Resto del Carlino