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Lucio Dalla, sold out per ‘Liberi’ la serata evento che illumina musica e memoria

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04.03.2026

Sold out in via Indipendenza, all'Arena del sole per 'Liberi', la serata evento per celebrare Lucio Dalla

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Bologna, 4 marzo 2026 – Sold out in via Indipendenza, all’Arena del Sole per ‘Liberi’, un attraversamento vivo, contemporaneo e necessario dell’eredità di Lucio Dalla, che oggi, 4 marzo, avrebbe compiuto 83 anni.

È un ricordo vibrante che parla al presente e interroga il futuro. Lo spettacolo si ispira al brano contenuto nell’album Henna (1993), ed è la parola manifesto della serata. Liberi diventa quindi una presa di posizione culturale. Lo fa attraverso due fari della stessa città, grandi interpreti colti e popolari: Lucio Dalla stesso e il Resto del Carlino. Uno attraverso l’arte, l’altro attraverso l’informazione quotidiana.

Liberi si apre con il video di “Vita” di Lucio Dalla e Gianni Morandi, canzone interpretata anche venerdì scorso durante la serata cover del Festival di Sanremo da Gianni Morandi e dal figlio Pietro. Poi il video dove Dalla e Morandi percorrono Bologna, il primo in bici, il secondo di corsa: liberi.

Lucio, la complessità che racconta Bologna

Vita e libertà. Sono 107 gli artisti che saliranno sul palco. Perché Lucio Dalla è un patrimonio collettivo. Nel video di Morandi e Dalla, infatti, Bologna vive. Due modi diversi di abitare la stessa città. Due traiettorie. Una stessa parola: vita. Lucio è vivo. Non è mai stato una cosa sola. Ed è forse per questo che il titolo della serata è ‘Liberi’. "È proprio quando si alzano i muri che abbiamo ancora più bisogno di comprendere la libertà. Lucio è un punto di riferimento straordinario per chi vuole raccontare la realtà. Lui la realtà ed esplorata in tutte le sue manifestazioni: tra alto e basso, lirismo e umiltà, filosofia e vitalità, leggerezza e profondità. Non ha mai scelto una sola postura. Ha scelto la complessità. È necessario celebrarlo”, ha detto la direttrice Agnese Pini.

E Bologna è libertà. “Dalla è un pezzo fondante della simbologia, della cultura e dell'immaginario di questa città. Bologna lo riconosce, lo canta, lo racconta. Il centro storico vive di Lucio. Vai in Piazza Maggiore e pensi a lui. Passi davanti alla sua casa e pensi a lui. E oggi puoi anche entrarci, perché grazie alla Fondazione è diventata un museo vivo, suggestivo, pieno di tracce, di oggetti, di storie – racconta il vice direttore del Carlino, Valerio Baroncini - . Lo stadio Dall'Ara vive di Lucio, e più tardi lo racconteremo. Ma Lucio si scorge anche negli artisti di strada, nelle periferie, salendo verso San Luca”.

Il sindaco Lepore: “Sapeva prendere posizioni senza vivere di conflitti”

Lucio è una presenza, non un lontano ricordo. Per comprendere quanto Lucio si senta in città c’è anche il sindaco Matteo Lepore. "Vogliamo lavorare con le nuove generazioni. Oggi nel cuore della Bolognina abbiamo inaugurato una ‘Lucioteca’. Sono tanti a Bologna i luoghi popolati da giovani che hanno scelto la città. Lucio amava i giovani artisti e ha investito tanto su di loro. È l'eredità più bella e importante. Prima di salire sul palco pensavo a Washington, di Lucio Dalla. Inizia così: "Sto andando a Washington ma cosa sto andando a fare?" È una delle sue canzoni più politiche. Io ho amato Dalla grazie a mio padre. Credo che Lucio sia una persona che sa prendere posizione ma non vive di conflitti tutti i giorni, ma quando arriva il momento sa da che parte stare. La musica ci aiuta a riflettere quando non abbiamo più parole per raccontarlo".

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© il Resto del Carlino