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La storia: nell’epoca dei social nella bacheca di Casteldebole appesa una dichiarazione d’affetto. La lettera di un bambino al ’Galli’. Così i rossoblù si sono risollevati

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06.03.2026

La lettere mostrata da Juan Miranda

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A volte anche poche parole possono toccare le giuste corde, specialmente quando tutto sembra girare storto. O meglio: possono contribuire a farlo per ritrovare lo spirito. Serviva una scossa alla stagione del Bologna. Per interrompere un periodo negativo, per tornare a rincorrere alcuni degli obiettivi di un’annata finora da montagne russe e per riportare l’equilibrio tra Casteldebole e il Dall’Ara.

Una scossa che c’è stata, numeri alla mano, con cinque vittorie consecutive tra campionato ed Europa League che sono valse gli ottavi della competizione europea e l’auspicio che quell’Europa si possa inseguire ancora grazie al piazzamento in serie A.

Una scossa appunto che ha cercato di dare nel suo piccolo, in tutti i sensi, un tifoso speciale di nome Ettore che con una lettera ha voluto a suo modo spiegare alla squadra di Vincenzo Italiano che nonostante le sconfitte lui era lì a sperare.

Ci ha pensato Juan Miranda a mostrare a tutti questo aneddoto: scritta manco a dirlo in rosso e in blu, questa missiva diretta a tutto il Bologna chiedeva alla squadra di giocare "con il cuore" per tornare ad essere felici.

"Anche se non è un bel momento – comincia Ettore – io vi voglio tutti bene e faccio il mio per voi ogni partita allo stadio. Torneremo a vincere, ricordatevi che siete forti".

Parole semplici, ma che devono aver lasciato il segno visto che la letterina è stata affissa in una delle bacheche del centro tecnico, come mostrato sui social dal terzino spagnolo. Un appunto e forse anche un po’ un monito, che sottolinea quel legame più volte evidenziato tra Vincenzo Italiano e il popolo rossoblù.

Di ogni età ovviamente. Come il piccolo Ettore che dal suo posto allo stadio, ha voluto far sapere a tutti e soprattutto a Miranda e compagni che lui ci ha sempre creduto e ci crede ancora.

Un rapporto forte, radicato, ma che nelle ultime stagioni, complice anche i risultati e i traguardi raggiunti, si è rinfocolato. Un legame da non disperdere e da non rovinare. Perché il famoso dodicesimo uomo (il pubblico) può essere fondamentale per affrontare i momenti più duri e per cercare di uscire da tunnel come quello in cui sembrava essersi infilata la banda di Italiano senza vedere la luce. Forza Bologna sempre, conclude il giovanissimo tifoso. Bravo Ettore, era la scossa che serviva a tutti.

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