Bologna, il giorno dopo l’uscita dall’Europa League fa ancora male. E incombe il rebus sul futuro di Italiano
Vincenzo Italiano sconsolato dopo la doppia sfida tra Bologna e Aston Villa che ha sancito l'eliminazione dei rossoblù dall'Europa League
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Bologna, 17 aprile 2026 – Termina laddove era iniziato il cammino in Europa League del Bologna di Vincenzo Italiano (il cui futuro in rossoblù è incerto, visto che i rumors lo accostano a molte big) . Non nel modo che il tecnico e i rossoblù speravamo, con un passivo e un risultato che di certo non esalta il cammino fatto dalla squadra in questa stagione europea ma che sottolinea anche il divario tecnico, evidente e bisogna prenderne atto, tra Orsolini e compagni e l’Aston Villa. Che Birmingham fosse un terreno difficile lo si era già capito la scorsa stagione in Champions League e c’era stata la conferma, seppur senza sfigurare, anche nella Fase Campionato di questa competizione.
Una squadra, quella di Unai Emery, a cui l’Europa League sta effettivamente stretta: Loro sono una squadra che forse per un gol quest'anno non ha fatto la Champions League, ma è una squadra di Champions League, di grande valore, e forse vincerà la coppa”, ha sottolineato Vincenzo Italiano a fine match - Analizzare questa partita è secondo me superfluo. Da tutto questo cammino bisogna trarre insegnamenti: capire che in questo momento hanno un passo in più rispetto a noi”.
Eppure il Bologna disegnato per la mission impossible del Villa Park ci ha provato, con un azzardo tattico e senza snaturare le proprie caratteristiche ma questo non è bastato: “L'avevamo complicata in maniera esagerata all'andata e abbiamo cercato di provare qualcosa: João Mário e Miranda subito dentro al campo per verticalizzare verso lo specchio della porta e non arrivare sempre sul fondo, perché loro sono forti a difendere la porta. La differenza è che loro, a ogni tiro, ti fanno gol. Hanno una concretezza che avevamo già discusso prima della partita: se l'avessero avuta come nelle partite precedenti, sarebbe diventato complicato. Non eravamo partiti nemmeno male, ma alla prima occasione ti fanno gol”.
Dopo i primi minuti giocati a viso aperto è arrivata infatti la doccia fredda con il gol di Watkins (ancora lui), un’azione veloce, da manuale, che non ha lasciato scampo alla retroguardia rossoblù. La sfuriata dei VIllans dopo il vantaggio ha portato poi al rigore per il tocco di mano di Vitik, sconsolato nell’evidenza del tocco falloso in area. Ravaglia para, riscattando in parte la prestazione che ha segnato in maniera negativa la gara di andata ma non c’è tempo nemmeno di godersi la prodezza perché arriva una nuova rete, subita su una rimessa laterale. Dorme la difesa e un po’ anche il portiere, trafitto sul suo palo. Gli errori appunto che si pagano e che erano costati caro anche nella gara di andata. 2-0 e speranze ridotte al lumicino, definitivamente ammazzate dal terzo gol, siglato da Rogers che riscatta l’errore dal dischetto e chiude un primo tempo da incubo. 3-0 che poi diventerà 4-0 per la rete di Konsa a match quasi terminato.
Un poker che fa male, che per meri numeri non lascia adito a molti alibi. Quello che è mancato è stato l’ipotetico vantaggio con il quale arrivare a Birmingham e che non si è concretizzato al Dall’Ara: “Noi sapevamo che dovevamo costruire questa qualificazione in casa, non ci siamo riusciti - ha commentato Orsolini deluso - Serviva un mezzo miracolo e ci hanno fatto subito capire che non era serata per noi, anche se qualche occasione abbiamo provato a imbastirla. Non ce l’abbiamo fatta”.
Finiscono così le notti europee di questo biennio: la consapevolezza di aver costruito qualcosa di importante c’è o meglio viene sottolineata a più riprese. Perché certo, perdere fa male e perdere 4-0 è anche più doloroso ma c’è da evidenziare anche l’essere arrivati tra le prime otto d’Europa, perdendo contro una squadra superiore e che forse l’Europa League la vincerà davvero.
Sugli errori sì, si può parlare e analizzare più a lungo: nei momenti decisivi qualcosa è mancato, in campionato a livello mentale e a livello internazionale nei singoli. A guardare avanti ci pensa proprio Italiano, per un finale di stagione che dirà tutto sui bilanci finali: “Tra l'anno scorso e quest'anno è stato un cammino più che ottimo. Arriviamo nei quarti a giocarci partite contro questi mostri sacri e credo che il percorso sia più che positivo. In campionato abbiamo sempre avuto la capacità di reagire: abbiamo avuto un periodo negativo nei risultati e adesso siamo reduci da un periodo positivo. Sei partite, vediamo quanti punti possiamo aggiungere alla nostra classifica e sarà quello l'obiettivo da qui alla fine”.
E poi sarà tempo di guardare al futuro, un futuro che per Vincenzo Italiano potrebbe anche voler dire lasciare Bologna: il contratto del tecnico scade nel giugno 2027 e diversi club hanno messo gli occhi addosso all’allenatore nato a Karlsruhe. Si è parlato del Napoli ma anche il Milan avrebbe nel mirino l’attuale guida rossoblù e per questo lo stesso Italiano potrebbe fare delle valutazioni sul suo prosieguo all’ombra delle Due Torri anche se le intenzioni del club di Saputo sono già chiare, trattenere il tecnico a Casteldebole almeno per un’altra stagione.
A spronare Orsolini e compagni, infine, ci sarà un tifo e una marea rossoblù, che anche ieri sera ha lasciato il segno: bastava alzare il volume delle tv per sentirli cantare. Superata la delusione sarà il rapporto da tenere più saldo per andare avanti.
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