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A Palazzo d’Accursio un’opera per ricordare le vittime del Covid: l’installazione artistica ‘L’umanità’

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18.03.2026

L'opera per ricordare le vittime del Covid: è l’installazione artistica ‘L’umanità’

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Bologna, 18 marzo 2026 - Un’opera nel cortile di Palazzo d’Accursio e negli ospedali per continuare a ricordare le vittime della pandemia: è l’installazione artistica ‘L’umanità’, realizzata collettivamente dai cittadini, dai parenti delle vittime e dalle associazioni e ideata dall’artista Tarp, al secolo Alberto Pratelli. Non solo, perché a sei anni dall’avvento del Coronavirus l’Ausl ha organizzato anche un tributo sistemando fiori nelle strutture sanitarie del territorio, davanti alle opere, in occasione della Giornata nazionale in memoria delle vittime del Covid (oggi, 18 marzo). In Comune, è stata presentata anche una targa commemorativa.

L’installazione a Palazzo d’Accursio e negli ospedali

‘Svelata’ questa mattina una delle tele allestite negli ospedali e da oggi anche all'interno del Comune. Davanti a tutte le opere in questi giorni sono stati deposti fiori da parte di cittadini e operatori sanitari in memoria delle vittime. L'opera d'arte di ‘memoria collettiva’, dal titolo ‘L'umanità’, è firmata da Tarp e dall'Atelier del Fienile, e nasce a partire dallo striscione di 120 metri composto da lenzuoli ospedalieri cuciti insieme. Una lunga tela con sopra scritti a mano i nomi e l'anno di nascita delle 4.488 vittime bolognesi del Covid e come sfondo i volti umani stilizzati per “ricordare ogni persona scomparsa e mantenere viva la memoria dell'impatto sociale che ha avuto un evento epocale come la pandemia”. Ogni allestimento è stato studiato e personalizzato dall'artista, associando in continuità con il lenzuolo una pittura muraria diversa, che raffigura scene di bambini che giocano e interagiscono con i volti delle vittime, a rappresentare “una nuova umanità, resa più forte dall'esperienza vissuta durante la pandemia”.

Dove si trovano le installazioni

Le opere sono visitabili a Bologna presso l'atrio dell'ospedale Maggiore, al Padiglione 5 del Policlinico Sant'Orsola, al Centro Ricerca Codivilla-Putti dell'Istituto Ortopedico Rizzoli e al Padiglione Tinozzi dell'ospedale Bellaria, mentre in provincia si trovano negli ospedali di Vergato, Bazzano, Bentivoglio, Budrio, Loiano, San Giovanni in Persiceto e Porretta Terme.

Le parole del sindaco

“Fa piacere mostrare alla città quest’opera che abbiamo da diversi mesi all’ingresso del palazzo comunale – commenta il sindaco Matteo Lepore –. Quest’opera viene da lontano perché fa parte di una installazione complessiva realizzata con i cittadini, i famigliari delle vittime e gli operatori sanitari. Durante la pandemia le persone si sono trovate sole e abbandonate, ma le istituzioni pubbliche, quelle sanitarie e quelle del terzo settore si sono rivelate fondamentali. Le installazioni che negli ultimi anni si sono ripetute rappresentano il cuore della nostra città perché non era scontato che Bologna continuasse a portare in piazza il nome di chi non c’è più”. “Penso che il Covid ci abbia tolto la speranza – prosegue il sindaco –, ad esempio di credere che la sanità pubblica possa essere una risposta ai bisogno della comunità. Dopo la pandemia il mondo si è incattivito in generale, a partire dalle relazioni interpersonali, e lo stesso è accaduto in tante altre città: quegli anni ci hanno fatto riflettere sulle nostre relazioni, alcune persone si sono ritrovate, mentre in altri casi le fragilità sono scoppiate. Tutto questo deve farci vedere il percorso che dobbiamo coltivare assieme».

I presenti all’inaugurazione

Presenti nel cortile d’onore di Palazzo d’Accursio anche Anna Maria Petrini, direttrice generale Azienda USL; Chiara Gibertoni, direttrice generale IRCCS Policlinico di Sant'Orsola; Laura Campanacci dell’IRCS Istituto Ortopedico Rizzoli; Marco Gamberini, presidente Comitato di Bologna Croce Rossa Italiana; l’artista Alberto Pratelli (Tarp), artista: Giovanni Beccari, Atelier del Fienile; Enrico Di Stasi, segretario provinciale del Pd. Non sono mancati anche rappresentanti degli ordini professionali sanitari e delle organizzazioni di volontariato promotrici delle iniziative, coordinate dal Comitato di Bologna della Croce Rossa Italiana, insieme con rappresentanti delle forze dell’ordine. “La memoria è il filo conduttore che ci ha tenuto assieme in questi anni”, sottolinea Gamberini, che parla di ‘un ricordo diffuso’. “Un momento particolare per la sanità – aggiunge Petrini –, che ci fa ricordare un periodo drammatico per le vittime, per le loro famiglie e per i professionisti. E un momento per ricordare il grande impegno della rete metropolitana dei nostri ospedali e dei nostri territori. Da un altro lato riconosciamo come ancora manchi vero sostegno alla sanità pubblica, nonostante gli anni critici della pandemia manca ancora quell’attenzione che ci saremmo aspettati”. “L’opera riporta alla dignità di un nome e un cognome quei numeri dati durante la pandemia –puntualizza Gibertoni –. Siamo caduti in un’amnesia collettiva e, come diceva Papa Francesco, ci siamo dimenticati quel senso di fratellanza che aveva unito tutti. Ecco, credo che davanti a questi nomi e questi volti il nostro impegno debba essere recuperare quel senso di fratellanza che si è perso». “Il gesto di potare dei fiori davanti alle opere negli ospedali è semplice, ma carico di significato - chiude Campanacci -. Un segno di rispetto verso chi non c’è più, che ci ricorda quello che abbiamo vissuto insieme in quei momenti terribili”

Le associazioni promotrici

L'iniziativa, con il patrocinio del Comune, dell'Ausl, dell’IRCCS Policlinico di Sant'Orsola, dell’IRCCS Istituto Ortopedico Rizzoli e degli Ordini professionali sanitari di Bologna, è promossa dalla rete di associazioni di volontariato che hanno supportato la campagna vaccinale anti Covid, con il coordinamento di Croce Rossa Italiana - Comitato di Bologna e CEFA, e la partecipazione di Ageop, Agesci, Amaci, A.N.A Sez. Prov. Alpini - Bologna, Anglad, Anpas, Ant, Associazione Campanacci, BimboTu, Catis, Centro San Domenico, Cucine Popolari, Lions Club Bologna Colli Murri, Piazza Grande, Comunità di Sant'Egidio, Fanep, Fondazione Policlinico Sant'Orsola, Piccoli Grandi Cuori.

Tarp, chi è l’artista che ha ideato l’opera collettiva

Tarp, al secolo Alberto Pratelli, è nato a Bologna nel 1944. Illustratore e architetto, è stato professore di ingegneria edile e architettura a Bologna e Udine, dove ha tenuto per oltre 40 anni corsi sul disegno nelle sue varie forme, su architettura e progettazione architettonica e sulla didattica dell'arte. Attivo nei campi della progettazione, del design, della grafica e della pubblicistica dagli anni '80 ha realizzato illustrazioni per riviste, libri, cataloghi, allestimenti in ambito pubblico. Per la realizzazione e gli allestimenti dell'opera ‘L'umanità’, l'artista ha collaborato con il collettivo artistico Atelier del Fienile e la Quadreria di Silvia Norelli. Maggiori informazioni sono disponibili al link: www.ausl.bologna.it/seztemi/covid-19/lumanita

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© il Resto del Carlino