menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Garisenda, l’ora X è vicina: ecco come procederanno i lavori

9 78
20.02.2026

Bologna, 20 febbraio 2026 – Il sistema che ha già messo in salvo la Torre di Pisa, l’azienda fra i leader mondiali del settore, gli occhi puntati dei docenti di quattro atenei, e finalmente una data per l’inizio dei lavori di messa in sicurezza: aprile 2026. Allora comincerà la seconda vita della torre della Garisenda. "Che attualmente è stabile – assicura il sindaco Matteo Lepore mentre comunica l’imminente partenza degli interventi, finanziati con 5,5 milioni di euro: quattro messi in campo dalla Regione e un milione e mezzo dal Comune –. Si comincerà con le fondazioni, poi si passerà ai sistemi per il posizionamento dei due tralicci, e a quel punto sarà la volta dei contratti con le aziende per il montaggio dei tralicci".

Garisenda, 5 milioni per il montaggio dei tralicci. E da aprile partono i cantieri per le fondamenta

Il sindaco, dopo le polemiche, tende un ramoscello d’ulivo in direzione del ministro alla Cultura Alessandro Giuli – "dialogheremo per ottenere eventuali fondi aggiuntivi", promette Lepore – mentre non è neppure nominata la sottosegretaria Lucia Borgonzoni, che aveva addirittura paventato il commissariamento del cantiere della Garisenda, lamentando l’inconsistenza del canale comunicativo con il Comune. Canale che invece non si sarebbe mai interrotto, assicura Lepore: "L’analisi dei dati e i report inviati dai sensori vengono costantemente condivisi con il Ministero".

I dati del monitoraggio

Proprio nei dati sarebbe l’origine del ‘gran rifiuto’ dei fondi ministeriali: "Si trattava di risorse legate alle scadenze del Pnrr, mentre a scandire i tempi dei singoli capitoli di questo cantiere saranno i dati in arrivo dal monitoraggio sulla Garisenda, le reazioni alla torre ai singoli interventi. Per questo non è realistico ora stendere un cronoprogramma degli interventi: l’unico orizzonte che ci poniamo è il 2028 per la fine dei lavori, quando sarà terminata l’iniezione delle malte che metteranno definitivamente in sicurezza la torre".

Gli occhi della control room

Quel che è certo è che il sindaco, dopo le polemiche con la sottosegretaria, ha voluto rassicurare sulla stabilità della Garisenda: su di lei ci sono gli occhi di una control room affollata dalle migliori menti delle università di Pisa, Genova e San Marino, per lei l’Università di Bologna ha realizzato un modello di calcolo ad hoc; le macchine pronte ad approdare sotto le Due Torri sono le stesse che hanno già ’salvato’ la Torre di Pisa.

I macchinari a Cesena sono stati messi a punto

Attualmente i due macchinari sono a Cesena, impegnati nelle ’prove di carico’: non potendo effettuare i test direttamente sulla torre, una sta testando il tiro nei confronti dell’altra. "Dopo 25 anni le macchine presentavano i segni del tempo, in particolare negli elementi mobili – ha spiegato l’ingegner Massimo Majowiecki, parte dell’equipe di esperti assemblata per la Garisenda –. Sono state smontate e riregistrate, verniciate ex novo, adesso sono pronte".

Majowiecki spiega come quella in atto sia una tecnologia mista, in parte di tipo medievale – "vedesi il sistema di zavorre, il tiro governato dalla gravità" – e in parte contemporaneo, "grazie ai martinetti per il controllo di spostamento e ai meccanismi a base di azoto".

Non è tutto: i due macchinari sono stati messi a punto per poter entrare in azione non nella ’prateria’ di Campo dei Miracoli, ma negli spazi angusti dell’attuale cantiere di piazza di Porta Ravegnana, ad appena dieci metri dalla torre, sui lati nord e ovest: il loro sarà un lavoro effettuato soprattutto in senso verticale.

Gli ambiti di intervento

Sono tre gli ambiti spaziali di intervento: "I pali di fondazione saranno conficcati nel suolo per una profondità di 25 metri – entra nel dettaglio l’architetta Manuela Faustini, a capo del dipartimento Lavori pubblici del Comune – a loro saranno ancorati i due macchinari. Al di sopra della superficie agirà una prima struttura in carpenteria metallica, che avvolgerà la torre fino a un’altezza di dieci metri, mentre a quota 25 metri, quasi a metà dell’altezza della torre, entreranno in azione le due macchine ora in fase di test a Cesena".

La Garisenda, insomma, è in buone mani, assicurano il sindaco e l’equipe che lo ha affiancato nella sua sfida più complicata, che ora entra nel vivo: ogni escavazione, ogni trazione sarà monitorata ’sismograficamente’ per saggiare ciascuna eventuale reazione della Garisenda e della vicina Torre degli Asinelli.


© il Resto del Carlino