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"Qui non c’è alcuna saturazione. Il turismo sano può crescere ancora"

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15.03.2026

Federalberghi commenta i dati 2025: "Rivedere la redistribuzione del gettito"

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Ma quale overtourism, Bologna può crescere ancora, con benefici per tutti. Giovanni Trombetti (foto), presidente di Federalberghi, dà una lettura su più livelli dei dati sulla tassa di soggiorno pubblicati da Palazzo d’Accursio.

"Partiamo da un numero: gli hotel della città sono saturi appena al 70%, appena una dozzina di punti percentuali in più rispetto all’epoca precedente il boom turistico, quando eravamo al 57%, volumi trainati dal comparto fieristico, come del resto avviene ancora oggi. Il turismo sano ha ancora margini di crescita, soprattutto nei mesi estivi e a dicembre. La saturazione c’è negli appartamenti, impropriamente usati come strutture ricettive, con tutto il loro portato di tensioni sociali. Ancora oggi è soprattutto il settore fieristico a trainare Bologna, e a questo proposito la guerra in Iran ci desta grande preoccupazione in vista del Cosmoprof, dove l’Asia era diventata sempre più rilevante nel corso degli ultimi anni".

A lasciare perplessa Federalberghi non è tanto l’entità della tassa di soggiorno, quanto il suo utilizzo: "Se servisse a investire seriamente sul decoro e la pulizia della città sarei disposto a una tassa anche superiore agli attuali sette euro. I turisti si lamentano non tanto per l’importo in sé, quanto per le aspettative che crea in una città che poi trovano sporca e cosparsa di graffiti, anche sui suoi palazzi più importanti. Alcuni luoghi della città andrebbero lavati almeno tre volte al giorno: troppi assomigliano a latrine. Quando fu istituita l’imposta l’accordo era che un terzo fosse reinvestito nella cultura, un terzo nella promozione e un terzo nel decoro, mentre invece la promozione è rimasta inchiodata a un milione e mezzo di euro, e l’imposta col tempo ha finito per sostenere il bilancio delle istituzioni culturali, preziosissime ma che si rivolge ai bolognesi, non ai turisti".

Cosa cambiare? "Una nostra proposta è quella di una grande mostra ogni anno".

L’ipotesi di ’delocalizzare’ negli altri aeroporti parte dei voli low cost che atterrano a Bologna non entusiasma Federalberghi: "Non trovo scandaloso – conclude Trombetti – che il terzo volo per Londra possa salpare da un aeroporto diverso dal Marconi, ma continuo a credere che gli scali di Bologna e Rimini siano sufficienti. La council tax? Ne farei volentieri a meno".

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© il Resto del Carlino