Crisi Aeffe, ora è battaglia legale. Trenta ex dipendenti fanno causa e impugnano i licenziamenti
Uno dei sit-in di protesta di lavoratori e sindacati contro i tagli di Aeffe
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La battaglia legale contro Aeffe è servita. Sono 30 i lavoratori licenziati dal gruppo che, affiancati dalla Cgil, hanno deciso di impugnare il licenziamento subito. Un atto che riapre così la ferita della dolorosa riorganizzazione dell’azienda, culminata mesi fa con il drastico taglio di 121 dipendenti nello storico stabilimento di San Giovanni. "Abbiamo fatto un incontro con tutte le persone che hanno già deciso di opporsi ai licenziamenti e abbiamo rappresentato loro l’attuale situazione. Costruiremo insieme a loro un percorso, è una cosa che sta procedendo", spiega Daniele Baiesi della Filctem Cgil Rimini.
Ma la tensione non si respira solo sul fronte legale. Anche all’interno dello stabilimento il clima resta complesso e pesante. Chi è rimasto, deve fare i conti con un assetto lavorativo pesantemente ridimensionato. "C’è forte sofferenza per i carichi di lavoro, manca personale e c’è la necessità di riorganizzarsi con nuove figure e ruoli – sottolinea ancora Baiesi – L’organizzazione consolidata di Aeffe è stata letteralmente stravolta. Nei confronti avuti con le Rsu le lamentele su questa situazione sono chiare". Si tratta di una fase durissima, resa ancora più incerta dalle fisiologiche ripercussioni della crisi internazionale scatenata dalla guerra che ha inevitabilmente aumentato i costi fissi dell’azienda. L’attenzione è ora tutta rivolta al prossimo vertice in agenda, fissato per il 28 aprile al ministero delle Imprese e del made in Italy, tra le parti sociali e l’azienda. I sindacati (presenti con le delegazioni territoriali e le Rsu dei lavoratori) mantengono costante il pressing, alla ricerca di segnali concreti e di sviluppi dal ministero. L’azienda è impegnata in confronti con nuove figure che si stanno affacciando sul tavolo, ma per ora le bocche restano cucite. "Al momento non ci viene data alcuna indicazione – ammette il sindacalista – L’auspicio è che entro il 28 aprile si abbia qualche elemento in più, anche se non avremo ancora certezze sulla svolta. Riccardo Ranalli (il super esperto nominato da Camera di commercio per la crisi di Aeffe), ha posticipato il suo mandato, che scadrà a giugno. Quindi servirà ancora tempo".
La volontà di superare l’impasse c’è, ma tutto – avverte il sindacato – dipenderà dalle mosse della direzione. "L’interesse di tutti è traghettare questa delicata fase verso qualcosa di più solido e definito – conclude Baiesi – C’è la tensione di dover guardare a ciò che avverrà dopo, ma i problemi con cui ci scontriamo sono quelli di prima". In bilico c’è il destino di 400 famiglie, divise tra le sedi di Milano e San Giovanni, che aspettano delle risposte. E c’è un intero territorio che, oggi più che mai, ha un disperato bisogno di veder ripartire uno dei suoi pilastri industriali nel campo della moda.
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