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Aeffe, dipendenti in fuga silenziosa. Pesano incertezza e ritmi di lavoro

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01.04.2026

Alcuni dipendenti della casa di moda di S. Giovanni stanno. rassegnando le dimissioni

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Un esodo silenzioso che si aggiunge a una crisi già profonda. Dopo la composizione negoziata, i licenziamenti collettivi e l’attivazione della cassa integrazione, la nave di Aeffe inizia a perdere pezzi anche per scelta volontaria. Alcuni dipendenti della casa di moda di San Giovanni stanno infatti rassegnando le dimissioni spontaneamente, abbandonando un ambiente lavorativo segnato da troppe incertezze. "Per ora parliamo di circa una decina di uscite, o forse qualcuna in più – conferma Daniele Baiesi, segretario della Filctem Cgil di Rimini –. Il motivo è da ricercare in tutto quello che sta accadendo in azienda. Parliamo di lavoratori e lavoratrici altamente qualificati, con professionalità preziose che possono trovare impiego altrove". E il timore dei sindacati è che con il protrarsi della crisi la lista delle defezioni possa inesorabilmente allungarsi.

La quotidianità all’interno degli stabilimenti romagnoli, dopo il taglio di 121 dipendenti, è diventata complessa. Il paradosso di questa situazione si legge nei ritmi aziendali. "Il carico di lavoro è aumentato per tutti, interi reparti si sono visti letteralmente dimezzare la forza lavoro", sottolinea il sindacalista. A questo clima si somma l’ombra degli ammortizzatori sociali. La cassa integrazione ordinaria, introdotta a marzo per la metà delle ore e applicata il venerdì, in aprile subirà un’impennata arrivando a toccare le otto ore settimanali. Addirittura, a causa della mole di lavoro da smaltire, il mese scorso "sono stati pochissimi i giorni in cui i lavoratori sono davvero riusciti a restare a casa nelle ore di cassa previste".

Sul fronte occupazionale per ora, il quadro appare congelato. I licenziamenti eseguiti restano effettivi, ma le parti sociali navigano a vista senza sapere se all’orizzonte si profileranno nuovi esuberi. Gli occhi sono ora tutti puntati sul tavolo istituzionale. "Il prossimo 28 aprile ci incontreremo nuovamente con l’azienda al ministero delle Imprese e del Made in Italy per cercare soluzioni concrete, come stiamo facendo dal giorno zero – prosegue Baiesi –. Magari sapremo se ci sarà l’ingresso di un nuovo partner capace di portare una indispensabile boccata d’ossigeno a questa situazione". È noto infatti, che l’azienda sia da mesi alla ricerca di soci industriali per fronteggiare la crisi e di recente, si era parlato dell’interesse di quattro investitori. "Nel frattempo in azienda continuano le visite di soggetti esterni che vengono a toccare con mano la struttura – conclude Baiesi –. Ma per il resto tutto tace, siamo in un limbo, una terra di nessuno fatta solo di attese".

Intanto la giornata di oggi è segnata da un appuntamento cruciale: l’assemblea dei soci di Aeffe, convocata, come fanno sapere i vertici, per illustrare "la situazione patrimoniale, economica e finanziaria della società".

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