Vuelle, nove spareggi di fila e un obiettivo. Smentire il pronostico di coach Pillastrini
Jazz Johnson si è rivelato un acquisto azzeccato in entrambe le fasi, sia quella difensiva che quella di attacco
La dichiarazione di Stefano Pillastrini, coach di Cividale, a proposito della Vuelle ("Pesaro è la squadra che gioca meglio, ma non è quella più forte strutturalmente") ha pizzicato nell’orgoglio i tifosi pesaresi e subito si è acceso il dibattito in rete. In questi ultimi due mesi che mancano alla fine della regular-season sarà il campo ad emettere il verdetto: e non è affatto scontato che debba vincere la più forte, o la più attrezzata o quella che ha speso di più sul mercato; potrebbe vincere la squadra che si sarà dimostrata più regolare, più compatta, o magari quella che ha vinto di più in trasferta, insomma chi meriterà per qualche motivo di arrivare davanti a tutti.
A fine corsa mancano 9 giornate e la Vuelle sta tirando la volata da metà ottobre senza essere mai scesa dal trono. Uno dei motivi di questa leadership è che la qualità del gioco offerta da Pesaro l’ha portata a resistere sul podio del miglior attacco del campionato senza avere particolari scorer, ma una cooperativa del canestro dove ogni domenica qualcuno sa far male all’avversario. La Vuelle viaggia a 81.4 punti di media a partita, distaccata di un’inezia dalla prima, Scafati (81.8 punti di media) e dalla seconda, Rimini (che ne segna 81.7 a partita). Solo cinque squadre su venti, in serie A2, viaggiano a una media superiore agli 80 punti: quarta è Avellino (80.7), quinta Rieti (80.2). Per capirci, squadre come Brindisi e Verona che hanno investito molto di più, sono fuori dalle prime cinque, facendosi valere però nell’altra metà campo: la Valtur è la squadra che subìsce meno punti (71.4 di media), seguita da Livorno (73.1) e dalla Tezenis (73.6) che completa il podio delle migliori difese. Nelle prime cinque troviamo poi la Fortitudo (72.9) e Torino (74.4). I biancorossi sono però parecchio migliorati nel corso della stagione e oggi subiscono 78.4 punti di media. L’attacco-mitraglia messo in piedi dallo staff pesarese ha tanti fucilieri scelti, così da risultare anche sul podio del tiro da tre punti che oggi nel basket vince, indiscutibilmente, parecchie battaglie. Prima è Scafati (che tira col 38%), seconda Mestre (37%) e poi a pari merito quattro formazioni che si assestano sul 36% fra cui Pesaro (le altre sono Rimini, Avellino e Forlì).
Ma quello di cui Leka va più orgoglioso è la circolazione di palla, che vede la Vuelle seconda nella distribuzione di assist (18.3 a partita) dietro alla sola Fortitudo (20.2), statistica che contribuisce enormemente a creare tiri aperti e puliti. Insomma, molto spesso tira chi è nella posizione migliore e questo crea il bilanciamento dell’attacco. Un’altra voce nella quale Pesaro eccelle è quella dei recuperi che testimonia la validità della difesa e la possibilità di correre in contropiede: la migliore in questa voce è Rieti (7.2 di media), seguita da Livorno e Cremona (7.1), quindi Brindisi (6.9) e poi l’accoppiata Pesaro-Rimini con 6.4 di media a partita. Un quadro che spiega perché, nonostante le difficoltà a rimbalzo, limate comunque rispetto all’inizio, la Vuelle dopo 29 giornate è ancora la lepre da prendere per tutte le altre.
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