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"Cara Vuelle, sono un ragazzo fortunato"

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27.02.2026

Stefano Trucchetti fa il segno della «tripla», la sua specialità

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Trucchetti, sinceramente, se l’aspettava una stagione del genere quando ha deciso di venire a Pesaro? "Così favolosa, onestamente, non me l’aspettavo. Però nella testa dei giocatori c’è sempre l’idea di arrivare al massimo delle proprie possibilità, sia individualmente che come squadra, quindi la speranza di fare bene c’era. Ora non dobbiamo perdere l’umiltà che ci contraddistingue e continuare a galoppare".

Che sensazione si prova a giocare davanti a 7.000 persone? "E’ stato fantastico ma mi sono reso conto veramente del frastuono che c’era quando ho riguardato la partita e mi sono accorto che in certi frangenti non si sentiva nemmeno la voce dei commentatori. Nessuno in A2 ha un pubblico così".

Si sente accolto in città? "Sì molto, l’affetto della gente nei miei confronti lo sento ogni giorno, ovunque vada. Mi ritengo fortunato e contento di aver trasmesso questa positività".

Come si spiega questa chimica straordinaria fra voi? "Il segreto è la chiarezza del ruolo che ognuno di noi ha ricevuto, così che nessuno vuole strafare o essere l’eroe di serata. Tutti siamo eroi in questa squadra".

Quanto conta il fatto di avere cinque giocatori quasi coetanei, nati fra il 2002 e il 2006? "Ha creato una connessione forte, ma la cosa bella è che ci siamo uniti tantissimo con i cosiddetti senatori: con loro si può parlare di tutto e non credo che questo capiti ovunque".

Chi è il suo punto di riferimento? "Buca, Tambo e Rino mi aiutano tanto, specialmente se mi vedono in difficoltà. Con Tambone il rapporto era già cominciato l’anno scorso a Sassari ed è proseguito qui. Lui è di un altro livello per questa categoria e vedo che a Pesaro si sente a casa".

E’ stato difficile rientrare dopo l’otite che ha fermato la sua ascesa? "Non è stato per niente facile saltare cinque partite in un momento del genere, dove mi sentivo bene: è stato un malessere che mi ha quasi stordito. Però fa parte del processo di un atleta avere degli stop e ripartire: l’importante è riuscirci".

Notiamo con piacere che il suo bagaglio tecnico si sta ampliando: oltre le triple c’è di più... "Vero. Da quando sono rientrato, per riprendere la forma, faccio ogni giorno un’ora di allenamento individuale con Baioni e scopro cose che non sapevo di poter fare: lui è il miglior assistente che un giovane potrebbe augurarsi per progredire".

Brindisi ha approfittato del recupero per operare il riaggancio: guardando le vostre inseguitrici, quale ritiene sia la più temibile per la Vuelle? "Penso che l’avversaria che può darci più fastidio sia Verona, con cui purtroppo abbiamo perso la partita di andata nel finale. Dopo l’arrivo di Ramagli e con l’aggiunta di Andrea Loro la stagione della Tezenis può cambiare. Bisogna stare attenti, qui se perdi due partite scivoli dalla vetta all’ottavo posto".

I 4 punti che vi hanno tolto dopo la sparizione di Bergamo che effetto vi hanno fatto? "Nessuno. Fa parte del regolamento e se ci fossimo fatti condizionare sarebbe stato peggio. Abbiamo continuato ad allenarci come matti e basta".

Domenica non si gioca, che farà questo week-end? "Vado a casa, in Sardegna, a riabbracciare i miei familiari".

Miniotas, invece, sarà con la sua Nazionale: convocazione meritata? "Più che meritata direi. Tiene il campo senza battere ciglio anche 35 minuti se necessario, ha un’intelligenza cestistica superlativa e fuori dal campo è un vero signore. Ho davvero finito gli aggettivi per Regi".

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© il Resto del Carlino