Egemonia senza cultura. “Da Venezi alla Biennale. L’usa e getta della politica”
L’ex direttrice della Fenice, Beatrice Venezi, 36 anni
Articolo: Beatrice Venezi: “Mai mancato di rispetto a nessuno, io invece sono stata bullizzata. Non piaccio alla Casta perché mi sono fatta da sola”
Articolo: La Fenice, si dimette il consigliere Tortato dopo la nomina di Beatrice Venezi a direttore musicale
Articolo: Biennale Venezia, il ministero manda gli ispettori. Ue: pieno sostegno alla linea dura di Giuli contro il padiglione russo
Articolo: Terremoto alla Biennale di Venezia, si dimette la giuria e salta l’inaugurazione. Meloni: “Non avrei fatto la scelta di Buttafuoco”
Roma, 3 maggio 2026 – Gira e rigira in Italia ogni volta che la politica tocca la cultura, si tira in ballo l’egemonia culturale, definizione di Gramsci poi inflazionata dall’abuso della narrativa di parte. Rieccola ora evocata per il caso di Beatrice Venezi e persino nella vicenda della Biennale di Venezia, dove l’intellettuale di destra Pietrangelo Buttafuoco finisce nel mirino di tutti. Al di là della logorante liturgia, è il caso di sondare Andrea Minuz, professore di Storia del cinema alla Sapienza di Roma e autore di ‘Egemonia senza cultura’, Silvio Berlusconi Editore.
Muniz, nel caso Venezi appellarsi all’egemonia culturale è una scusa o ci si azzecca?
“Venezi è un caso classico di corpo estraneo respinto dall’organismo che si compatta in modo corporativo. Prima di parlare di talento o competenza, a mio........
