Cesena, un punto di sollievo contro la crisi. Shpendi la spunta sul gemello: decimo gol
L’esultanza dei bianconeri sul momentaneo vantaggio firmato da Cristian Shpendi (Foto Germogli)
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EMPOLI (3-5-2): Fulignati; Lovato, Guarino, Obaretin; Ebuehi (26’ st Candela), Degli Innocenti (42’ Yepes), Haas (15’ st Ilie), Ignacchiti (1’ st Saporiti), Moruzzi; Nasti (15’ st Fila), Shpendi. A disp.: Perisan, Gasparini, Curto, Romagnoli, Candela, Indragoli, Popov, Bianchi. All.: Dionisi.
CESENA (3-5-2): Klinsmann; Ciofi (31’ st Guidi), Zaro, Piacentini; Ciervo (38’ st Amoran), Francesconi, Castagnetti, Bisoli (31’ st Berti), Frabotta; Shpendi (31’ st Olivieri), Cerri (16’ st Vrioni). A disp.: Siano, Ferretti, Mangraviti, Corazza, Bastoni, Wade, Zamagni. All.: Mignani.
Arbitro: Pezzuto di Lecce.
Reti: 29’ pt C. Shpendi, 26’ st Fila.
Note: spettatori 6.270, di cui 487 da Cesena; ammonito Cerri per il Cesena; angoli 13-1; recupero 1’ e 5’.
Quando il malato è grave anche un brodino può dare sollievo. Il Cesena nel bene e nel male ha mostrato ad Empoli tutto il suo repertorio, meritando nel primo tempo senza saper trasformare le occasioni clamorose che sono capitate e nella ripresa facendosi riprendere sulla solita azione da corner e tremando infine sotto la spinta toscana. Un punto serve a muovere la classifica dopo 3 sconfitte consecutive e alla vigilia di un tris di gare che fa tremare i polsi a cominciare da martedì col Monza. Questo Cesena farà fatica perché ha perso per strada le sicurezze che l’hanno reso bello e vincente all’andata quando le sue frecce ai lati entravano nelle difese avversarie come nel burro. In questo momento Ciervo è improduttivo e Frabotta ha un solo tempo, poi sparisce.
Il Cesena del Castellani è più abbottonato, Mignani qualche ritocco lo apporta. Dietro gioca Piacentini invece di Mangraviti, in mezzo c’è Bisoli e non Berti a far compagnia a Castagnetti e Francesconi. Per fortuna che davanti c’è Cerri accanto a Cristian Shpendi. Il bestione ex Como è migliore in campo per l’ora in cui gioca, picchia, dialoga, respinge in difesa e mette da solo in difficoltà la difesa toscana, costretta spesso alle maniere forti per fermarlo. Da una sua testarda percussione nasce il gol del vantaggio bianconero con la fattiva collaborazione di Fulignati che esce svogliato su una palla alta, lasciando a Cerri la possibilità di anticiparlo di testa e poi di piede offrire a Shpendi, solo in area, l’assist giusto per andare in doppia cifra. Stavolta l’errore lo hanno fatto gli altri e il Cesena raccoglie meritando anche il raddoppio ma il palo dice no, prima a Ciervo, e allo scadere del tempo proprio a Cerri, lanciato in profondità da Francesconi. L’attaccante arriva davanti a Fulignati che stavolta salva la baracca toccando quel poco che serve per mandare la palla sul palo.
Il canovaccio è quello classico, il Cesena è in vantaggio, avrebbe meritato di più, ma si va al riposo col minimo scarto. E infatti sull’ennesimo corner (saranno una dozzina alla fine per i toscani) palla a Stiven Shpendi che calcia nel mischione per il piede di Fila, immerso in un mare di maglie gialle incapaci di buttarla in tribuna. Sembra il pareggio solito, quello che lo Spezia sabato scorso ha sfruttato per poi vincerla. In effetti il Cesena lascia palla ai toscani che battono tanti corner e mettono Klinsmann sotto pressione, chiamandolo ad un paio di interventi importanti, soprattutto su Ilie, quello che il 10 gennaio aveva espugnato il Manuzzi. All’ora in punto esce Cerri. Il Cesena perde il suo punto di riferimento, rischia di perdere ancora, numerosi gli interventi alla disperata. Finisce in pari. Un punto da cui ripartire, che salva anche la panchina di Mignani. Anche se martedì c’è già un’altra sfida difficile al Manuzzi con il Monza (venerdì sera ha battuto l’Entella) in testa alla classifica insieme al Venezia fermato sull’1-1 dal Sudtirol. E poi il derby a Modena, ieri sconfitto in casa dal Padova.
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