Il giorno del ricordo e la polemica. Querela di FdI contro Lepore. Il pm: "Inchiesta da archiviare"
Polemica tra sindaco e destra nel giorno del ricordo nel febbraio 2025
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"A quanto pare, l’estrema destra continua a desiderare e provare ebbrezza per gesta del Ventennio passate alla storia. Preoccupante tutto ciò". È una parte della nota con cui il sindaco Matteo Lepore si era scagliato contro quella che aveva definito una intrusione abusiva di militanti di destra a Palazzo d’Accursio. In seguito a questo, il sindaco era stato denunciato per diffamazione da quattro esponenti di Fratelli d’Italia: Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera, l’europarlamentare Stefano Cavedagna, il consigliere regionale e coordinatore cittadino del partito Francesco Sassone e la consigliera comunale Manuela Zuntini. I quattro meloniani - aveva scritto Lepore - "erano presenti con il ruolo di facilitatori". E ieri è stata discussa la richiesta di archiviazione avanzata dalla pm Michela Guidi. Il sindaco è assistito dall’avvocato Tommaso Guerini. L’avvocato Fabio Chiarini, che assiste i querelanti, si è opposto. Il giudice Andrea Romito si è riservato.
L’episodio in questione - che scatenò feroci polemiche -, risale al 9 febbraio 2025, quando un corteo di Gioventù Nazionale aveva lasciato a Palazzo d’Accursio una corona di fiori nel Giorno del Ricordo. "Abbiamo insisito sul fatto che l’episodio è stato compiutamente ricostruito dalle indagini della Procura – sottolinea Guerini –, che ha acquisito una ricca relazione del comandante (della polizia locale) Romano Mignani, che ha spiegato esattamente com’è andata quella sera: non era stata fatta la richiesta, come il protocollo prevedeva, per poter mantenere aperto il portone d’onore aperto oltre l’orario previsto" dato che "era un giorno festivo (domenica) e che quindi il mancato accesso è stato dovuto esclusivamente a un dato di rispetto regolamentare". In altre parole, "gli organizzatori della manifestazione si sono dimenticati di chiedere l’autorizzazione, che sapevano perfettamente di dovere chiedere". E Guerini, a questo proposito, cita che "è agli atti una mail di Cavedagna che nel 2024 chiedeva al Cerimoniale di tenere la porta aperta per consentire la deposizione di una corona di fiori oltre l’orario di apertura". Quindi, "una cosa identica – incalza Guerini –. Nel 2024 manda la mail, nel 2025 invece si dimentica e decide insieme agli altri di passare dal retro entrando dall’ingresso che è esclusivo per i consiglieri nell’esercizio delle loro funzioni", solo che, "in quel momento, non stavano esercitando la funzione di rappresentanza consiliare, ma agendo nell’ambito di una manifestazione politica legittima e autorizzata dalla Questura, ma quello che non era stato autorizzato in assenza di richiesta era l’ingresso a Palazzo d’Accursio oltre l’orario consentito".
Così ricostruito il fatto, "è evidente" che è un caso di scuola di esercizio del diritto di critica". Le espressioni di sdegno, con cui "il sindaco ha stigmatizzato l’episodio", sono state "analizzate e ritenute pienamente legittime da parte della Procura che infatti, come da nostra richiesta, ha chiesto l’archiviazione del procedimento".
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