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Capotreno ucciso a Bologna, il papà: “Una festa per ricordarlo. Perizia su Jelenic? Non finga di essere pazzo”

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08.09.2026

Una vecchia foto di Alessandro Ambrosio mentre suona assieme al papà Luigi

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Bologna, 8 settembre 2026 – La settimana prossima Alessandro Ambrosio avrebbe compiuto 35 anni. I suoi familiari e amici avevano promesso una grande festa in suo onore una volta all’anno. Detto, fatto. Ad Anzola sabato prossimo sarà ’Capodambro’, “una giornata intera dove, insieme nello stesso luogo, ci saranno tutte le cose e le persone che Ambro amava di più”.

È così che la immagina Luigi Ambrosio, il papà del capotreno ucciso il 5 gennaio in stazione mentre, fuori servizio, stava andando a incontrare un amico. Gli è stato piantato un coltello nella schiena mentre, percorrendo lo stradello del piazzale Ovest, si stava scrivendo messaggi con un compagno di tante avventure in fatto di videogiochi, una delle sue passioni. Ambro è morto poco dopo l’aggressione, in un pomeriggio buio di neve: con le ultime forze aveva provato a chiamare il 118. Ma non ha fatto in tempo. Un omicidio brutale che è ancora senza movente e di cui è chiamato a rispondere Marin Jelenic, senzatetto croato di 36 anni, unico sospettato del delitto: ripreso fino a un un attimo prima e poi anche un attimo dopo quella coltellata, e ora in carcere, ha sempre negato........

© il Resto del Carlino