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Il punto sui lavori dal 2023. Realizzate opere per 80 milioni. In corso cantieri per altri 81

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30.04.2026

Ecco gli interventi terminati e progettati, suddivisi per i corsi d’acqua del territorio. Ridotto il rischio che si ripetano eventi disastrosi ma servono interventi strutturali.

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A tre anni dalle disastrose alluvioni del maggio ‘23 (e dell’autunno del ‘24) è ben legittima la domanda: quanto si è fatto affinché a parità di eventi estremi, quegli argini demoliti, quelle tracimazioni, quelle inondazioni che misero in ginocchio Faenza, il Faentino, il Lughese e mezzo territorio di Ravenna non si ripetano? E la risposta è ben chiara, bastando uno scrupoloso monitoraggio lungo i corsi d’acqua che principalmente furono i principali responsabili di quei disastri, ovvero il Lamone, il Senio e il Marzeno: tanto è stato fatto, nei tre anni trascorsi, i cantieri non si sono mai fermati, sono tuttora in corso e ancora proseguiranno. Ma è sufficiente? Ripete da tempo il presidente della Regione, Michele de Pascale: "Le tante opere eseguite e quelle ancora in esecuzione, finalizzate al rafforzamento degli argini e alla loro riprofilatura hanno senza alcun dubbio ridotto il rischio del ripetersi di quegli eventi, ma per un cambio radicale, definitivo verso la più alta sicurezza di quei bacini sono necessarie le grandi opere di struttura che già sono previste nel Piano dell’Autorità di Bacino, ovvero le tre casse di espansione nel Faentino e l’area di tracimazione del Lamone, a valle.........

© il Resto del Carlino