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Cpr a Bologna, la schiena dritta del governatore

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19.02.2026

Mi stupisce davvero la polemica tutta interna al centrosinistra (con cui simpatizzo) in relazione ad un possibile Cpr, Centro di permanenza e rimpatrio, in Emilia Romagna. Credo ne esistano già in Italia e non vedo perchè non se ne possa istituire uno anche a Bologna visti gli enormi problemi dovuti all’immigrazione irregolare. Sono ingiuste le accuse al presidente della Regione Michele de Pascale che approva l’idea.

Una volta che la dice giusta e si smarca dal radicalismo del sindaco di Bologna, il presidente dell’Emilia Romagna, Michele de Pascale, viene messo nel mirino dal suo stesso partito, il Pd. Bisogna dare atto al presidente De Pascale che stavolta, al contrario di altre, ha il coraggio di rivendicare una presa di posizione ragionevole non in base all’ideologia ma tenendo presente l’oggettività dei fatti. Non si vede perchè non si debba allestire un Cpr che rispetti la legge e gli aspetti umanitari di fronte ad una immigrazione irregolare difficile da tenere sotto controllo. La sinistra accusa il governo di non aver frenato il nodo dei clandestini e poi appena si fa un passo in questa direzione parte il fuoco di sbarramento. In Italia attualmente funzionano 10 Cpr, per un totale di 1.300 posti, situati a Milano, Gradisca d’Isonzo (Gorizia), Ponte Galeria (Roma), Palazzo San Gervasio (Potenza), Macomer (Nuoro), Brindisi, Bari, Trapani, Caltanissetta e Torino. Gli enti pubblici che hanno concorso all’allestimento fanno parte di una pericolosa Spectre reazionaria? ...Mi faccia il piacere”... dice Totò nella gag dell’incontro con l’onorevole Cosimo Trombetta sul wagon lit. Vediamo se il governatore Michele De Pascale saprà tenere la schiena dritta.

mail: beppe.boni@ilrestodelcarlino.it


© il Resto del Carlino