Tanto horror, ma non solo. Quei ’B Movies’ da riscoprire
Il film ’Essi vivono di John Carpenter’, in programmazione al Modernissimo
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Bologna è davvero una di quelle piazze trasversali dove la cultura alta convive bene con quella ’bassa’, coinvolgendo spesso lo stesso pubblico. Ecco quindi che la ricognizione cinematografica d’aprile della Cineteca sui B Movies (non è la prima), ci fa davvero pensare come questa nostra città sia all’avanguardia soprattutto per l’apertura mentale. Negli anni Novanta, al Link di via Fioravanti c’era la rassegna Nuovo Cinema Inferno curata da Alessandro Zanotti, e tra le sedie in legno da sala vintage, ogni tanto vedevi personaggi insospettabili, godersi visioni cult. Perché questo è davvero un cinema di culto, spesso vera fucina di creatività e ancora territorio di sperimentazione.
E da oggi al 18 aprile al Modernissimo arriva una rassegna che contiene tanto horror (Fulci, Carpenter, Romero, Tsukamoto) e che è una dedica a Federico Frusciante, critico cinematografico, storico gestore di una videoteca livornese, youtuber seguito da tanti appassionati di cinema giovani e meno, scomparso improvvisamente lo scorso febbraio. "Amava il cinema di serie B" Federico, si legge nella presentazione della rassegna. "Ma lo saranno, poi, di serie B, i B movies? Fatta la tara delle necessarie economie produttive, i cosiddetti B movies si rivelano fucine di creatività, di sperimentazione, di letture politiche coraggiose", prosegue la riflessione.
Si comincia oggi alle 22 con Zombie di Romero, anno 1978, in versione originale, e le parole di Dario Argento dicono tutto sugli zombie-consumatori. "Lessi il soggetto. La storia dell’occupazione e della guerra per un supermercato in epoca post catastrofe era strabiliante". Poi il mago del brivido, in veste di produttore, aiuta il collega George Romero a realizzare, a dieci anni di distanza, il seguito di La notte dei morti viventi. Lunedì 6 aprile alle 21.45 Non si sevizia un paperino di Lucio Fulci del 1972, con il regista "che non abdica al raccapriccio che gli viene richiesto, una costante della sua filmografia inimitabile" come scrive Roy Menarini. Mercoledì 8 aprile alle 22 Interceptor di George Miller, capostipite nel 1979 della saga di Mad Max, con protagonista un giovane Mel Gibson.
Siamo nel 1989 quando esce Tetsuo di Shin’ya Tsukamoto, un film corto (9 aprile alle 22,30), se pensiamo a quelli di oggi, 67 minuti che raccontano di un impiegato feticista dei metalli, che viene investito da un’auto e inizia una mutazione da essere umano a macchina, tematica amata dal cyberpunk...
Si chiude con Essi vivono del 1988 di John Carpenter il 13 aprile alle 22,15, "un film arrabbiato per ciò che Reagan ha fatto all’America".
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