Nonna Aurora lascia i fornelli: “Vent’anni di tortellini e lasagne, sono stanca. Cerco un acquirente”
Il ristorante ’Le golosità di Nonna Aurora’, in Bolognina. Nel riquadro, Aurora Cavina
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Bologna, 17 marzo 2026 – Nonna Aurora non raddoppia, lascia proprio, senza ripensamenti. Dopo vent’anni di meravigliosa cucina bolognese in via Fioravanti angolo Tibaldi, cuore della Bolognina, la nota sfoglina e cuoca Aurora Cavina, titolare de ’Le golosità di Nonna Aurora’, decide di mettere in vendita uno dei ristoranti più amati sotto le Due Torri: il motivo è che a 75 anni Aurora è stanca, vuole andare in pensione e per di più non ha trovato eredi per i suoi manicaretti. Nel senso di qualcuno che voglia cucinare proprio come lei, una donna bolognese che ha tirato la sua prima sfoglia a meno di sei anni, in ginocchio sulla sedia. La voce si è sparsa nell’ambiente, e c’è già chi vorrebbe comprare. Di certo c’è che fino a giugno la presenza di Aurora sarà garantita, anche a vendita conclusa, perché sarà lei a fare l’affiancamento al nuovo titolare.
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Aurora, lei non ha trovato eredi, perché?
«Ho cercato negli anni passati, perché quest’idea di vendere ce l’ho già da un po’, ma le persone che ho visto non hanno lo stesso atteggiamento verso la cucina che ho sempre avuto io. Per fare le cose bene ci vuole passione, tanta passione».
Qual è il suo segreto?
«Il tempo, per fare bene ci vuole tanto tempo. Le mie preparazioni sono lunghe, faccio lievitare le tigelle tre volte prima di cuocerle. Poi certo, se uno non conosce la differenza tra cibo buono o triste, si accontenta».
C’è già interesse per il ristorante?
«Ho messo fuori il cartello vendesi da un mese, e di persone interessate ne sono arrivate già parecchie. In particolare un possibile acquirente molto motivato… ma finché non vedo una caparra, non se ne fa niente».
“Ho 70 anni, 7 figli e vado a lavorare con la gioia di farlo. Il lusso è in crisi? Si. Ma i giovani hanno creatività”
Che prezzo ha Nonna Aurora?
«Lo vendo allo stesso prezzo a cui l’ho acquistato vent’anni fa, nonostante sia di successo, renda molto bene e abbia un rodaggio eccezionale. Ma sono stanca, va bene così».
«Nel 2006, dal precedente proprietario: venivo dal mio piccolo locale di crescentine e tigelle in via Zanardi, che aveva già una bella clientela. Ho portato con me tanti clienti che sono ancora qui oggi. Molti, quando hanno saputo della vendita, hanno pianto. Non scherzo. Se non fosse per la stanchezza andrei avanti, l’entusiasmo è ancora quello di sempre. Chi acquisterà Nonna Aurora avrà per le mani un locale funzionante, che necessita di una gestione eccellente se vuole rimanere al suo livello».
Molti, quando hanno saputo della vendita, hanno pianto. Non scherzo. Se non fosse per la stanchezza andrei avanti
«Dalle 8, a volte dalle 7, fino all’una di notte. Non mi fermo mai, ogni giorno è così. Del resto le preparazioni sono quotidiane, faccio tortelloni e lasagne tutti i giorni, tortellini e tagliatelle due volte alla settimana, poi abbatto tutto. La trattoria ha 75 posti e siamo sempre pieni, bisogna prenotare almeno sette o dieci giorni prima».
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