Folla al funerale di Jacopo Camagni, addio al fumettista “gentile” tra musica e ricordi
Jacopo Camagni, il fumettista moto a 48 anni; a destra, un momento del funerale al Cassero (foto Schicchi)
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Bologna, 6 marzo 2026 – Jacopo Camagni ha avuto una vita sociale così piena attraverso le epoche della sua vita, che al suo funerale al Cassero LGBTQIA+, oggi 6 marzo, si sono ritrovate centinaia di persone che non sapevano di avere un grado di separazione così speciale l’una dall’altra. Quell’anello che riuniva e creava una rete era proprio lui, mancato domenica scorsa a 48 anni, dopo complicazioni dovute a un intervento al cuore.
La cerimonia al Cassero
E così, in via Don Minzoni 18, alle 14,30, davanti al feretro di Jacopo Camagni, si è svolta quella cerimonia laica che racconta bene della famiglia scelta dall’illustratore bolognese, quella comunità che la sua vera famiglia, la madre Barbara e il padre Alberto così innamorati di questo figlio, conoscevano tanto bene. Non c’è stata incertezza su dove dare l’ultimo saluto a Jacopo, e alla Salara – questo il nome storico del “nuovo” Cassero, come Jacopo continuava a chiamarlo anche se la sede era quella ormai dal 2002 proprio nell’ex Magazzino del sale di fine Settecento- sono accorsi in tanti per stringersi nel ricordo di questo artista geniale, che è stato molto più che un professionista, innanzitutto un amico.
Artista ricordato per la sua gentilezza
E in effetti la parola che più viene spesa da tutti nel ricordarlo è “gentilezza”. Chi ha voluto lasciare un ricordo l’ha fatto in quello spazio del Cassero che solitamente è la pista da ballo dell’associazione, il mitico dancefloor dove Camagni ha passato tanto tempo della sua vita a ballare, a parlare, a fantasticare. E anche quando si è trasferito a Roma dove viveva col compagno Roberto, il suo legame con Bologna non si è mai interrotto.
Il ricordo degli amici
Prendono la parola Marco Orea Malià che ha visto Jacopo ai suoi primi passi nel mondo del fumetto, Marco Lupoi, direttore Responsabile e Direttore esecutivo Publishing e Licensing di Panini Comics e già editor della Marvel Italia, che ha testimoniato i suoi successi editoriali, e poi tutti gli amici del Cassero, Matteo, Marco, Rossella e tanti altri “il Cassero è stato un luogo magico e sicuro per Jacopo – dice Marco Bucci, che con Jacopo ha scritto tante storie illustrate - e questa cerimonia non poteva che tenersi qui, per questo ringraziamo la famiglia per la grande possibilità che ci è stata data”.
Da David Bowie ai Cure per l’ultimo saluto a Jacopo
Nell’aria si ascoltano David Bowie, i Cure, Beatz Aboelezz, la cerimonia si chiude con i Daft Punk molto amati da Jacopo. “Oggi qui ci sono alcune delle persone della terapia intensiva di Vicenza dove abbiamo sperato per te – afferma il compagno Roberto - e mi dicono che ancora oggi parlano di te nel cambio turno. Ti hanno accarezzato, ti hanno nutrito, ti hanno scortato in un viaggio che ogni giorno si è fatto più lungo, ci hanno fatto ballare tutti assieme i Daft Punk, pure tu seguivi il ritmo, mai successa una cosa del genere in rianimazione, non potevi parlare, ma con le mani che facevano le corna, le spallucce, le palpebre che battevano, si sono innamorati tutti”. La cerimonia finisce e tutti prendono un fiore dal cesto, un fiore di Jacopo per tutti coloro che ha incontrato sul suo cammino.
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