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Addio a Jacopo Camagni: fra ‘Simulacri’ e ‘Nomen Omen’, la rivoluzione del fumetto e del fantasy

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02.03.2026

Uno dei lavori di Jacopo Camagni (in foto nel riquadro)

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Bologna, 2 marzo 2026 – “Lui assomigliava a tanti dei suoi eroi, o loro assomigliavano a lui, tanti principi esili con in mano una spada reale o immaginaria”. E’ toccante la dedica a Jacopo Camagni, l’illustratore bolognese che se n’è andato ieri primo marzo a 48 anni, per le complicanze di un intervento al cuore, lasciando un vuoto nell’anima dei suoi cari, ma anche nella scena fumettistica internazionale, di cui era diventato una punta di diamante.

In un post su Instagram lo ricorda con molto affetto e magia, Marco Marcello Lupoi, oggi Executive Director of Publishing della Panini ma primo editor dell'etichetta Marvel Comics Italia che diresse negli anni Novanta, quando aprì a Bologna, un marchio e una divisione editoriale oggi della Panini Comics con cui Camagni vero enfant prodige del mondo illustrato, con una carriera davvero brillante collaborava da tempo. Su titoli e personaggi iconici, da Longshot a Occhio di Falco, da Captain Marvel agli X-Men, passando per Visione, Scarlet Witch e Deadpool. Negli ultimi mesi era tornato proprio sugli X-Men con Generation X-23, lanciata negli Stati Uniti a inizio anno e scritta da Jody Houser.

La curiosità di tutto, purché illustrato: la musica e Orea Malià

Fresco di liceo artistico e con un lavoro da assicuratore (per sbarcare coscienziosamente il lunario), lo si vede attivo e pieno di famelica curiosità, in vari ambienti creativi della città, con cui stringe alleanze. E’ assiduo frequentatore del salone Orea Malià, dove prima di lui erano passate tante creature dell’arte – da Pazienza a Tondelli, da Cattelan a Francesca Alinovi –  e con il parrucchiere Marco Orea Malià realizza bei progetti, tra cui le cover delle compilation easy-lounge ‘Ultradolce’ per la discografica Irma Records, sezione Irma La Douce, uscita nel 1998. “Andavo a ballare la musica latino-americana al Nuova Luna di Tavernelle –  ricorda Marco Orea Malià –  e lui, giovanissimo, faceva i ritratti dei clienti, come a Montmatre, e la cosa mi colpì tantissimo. Iniziammo a collaborare su tante cose, e lo coinvolsi nella realizzazione del fumetto sulla storia di Orea Malià, in occasione dei 20 anni del marchio e della mostra alla Salara, oggi Cassero, nel 1998”.

E in quegli anni illustra anche il libro di ricette ‘Nuova Musica in cucina’, edito da Mondo Bizzarro, disegnando i grandi della musica rock ed elettronica dei tempi. Kappa Edizioni a Bologna Ostinato, talentuoso, vero fan del mondo in cui desiderava lavorare, Jacopo esordì su Kappa Edizioni, arrivando anche a disegnare nel 2003 un volume inedito dedicato a Lupin III e intitolato L’esperimento di Kopeko, sotto la supervisione del suo creatore Monkey Punch. Lupin III Millennium era la miniserie a fumetti italiana, incentrata sul personaggio immaginario di Lupin III e realizzata prevalentemente da autori italiani fra il 2001 e il 2006. Massimiliano De Giovanni di Kappa Edizioni, la casa editrice bolognese che portò il manga in Italia, scrive sul suo profilo facebook. “Aveva un grande potenziale umano e artistico, e sono orgoglioso di averlo accompagnato nel suo debutto a fumetti, scrivendo per lui Take Away su Mondo Naif. All’epoca eravamo complici. Ci salvavamo a vicenda da imbarazzanti appuntamenti al buio e ridevamo di tutto. Eravamo come la panna, io acida e lui montata. Vederlo andare via così, a nemmeno cinquant’anni, è un furto”.

Nel 2004 fonda insieme a Marco B. Bucci lo Studio Dronio, etichetta artistica sotto cui l’anno seguente esce il primo frutto della loro collaborazione, la miniserie originale Magna Veritas, pubblicata in Francia da Soleil. Con Bucci firma per Bonelli Editore la serie Simulacri, un progetto rappresentativo del suo percorso artistico, un manifesto per i temi dell’attualità, attento ai drammi sentimentali della generazione cresciuta nell’era dei social media e, sul piano artistico, alla valorizzazione di tutte le voci del team creativo. Anche Michele Masiero, direttore editoriale di Sergio Bonelli Editore, lo ricorda: “Jacopo era un concentrato di tutto questo: un’anima gentile, un talento immenso, un amico sincero. E una persona innamorata del suo lavoro, nel quale rovesciava, instancabile e rigoroso fino alla pignoleria, tutto sé stesso. Perché quello che faceva parlava di lui, era importante e per questo doveva essere il più perfetto possibile. Ci ho messo un po’ per fargli dire di sì a una collaborazione con Bonelli, prima con un’apparizione su Dylan Dog e poi, finalmente, con una serie sua. Quando lui e Marco Bucci mi hanno raccontato Simulacri, nell’angusto sgabuzzino dentro uno stand a Cartoomics, sorridevo come un bambino a cui stavano raccontando la sua favola preferita”.

Nomen Omen, la saga che sconvolse il fantasy e la Panini

Nascosto tra gli angoli bui, tra le pieghe di un sipario non ancora levato, c’è un mondo di creature antiche e potenti. Un mondo vicino al nostro e in perfetto equilibrio con esso. Cosa accadrebbe se questo equilibrio venisse improvvisamente turbato? In una New York imbiancata dalla neve, comincia la straordinaria avventura di Becky Kumar, la ragazza affetta da acromatopsia che a 21 anni scopre di essere una potente strega destinata a combattere il demone che le ha strappato il cuore. Questa trilogia, scritta da Marco B. Bucci e disegnata da Jacopo Camagni è nata nel 2017 ed è stata un grande successo tra America, Italia e Francia, soprattutto per la sua componente crossmediale: passava dal fumetto al romanzo al gioco da tavolo, mantenendo un sapiente collegamento, costantemente attivo, fra tutti i media. Dopo il terzo capitolo, Nomen Omen si trasforma in Arcadia, una seconda trilogia in cui L’Arcadia, terra ideale, dove uomini e natura vivono in armonia, per gli autori è la terra natìa di tutte le Storie. La trasformazione di Manhattan in luogo magico ha reso l’isola newyorchese un crogiolo di suggestioni. Il disegno di Camagni, scrive la critica, "si contraddistingue ancora una volta per il tratto netto e preciso, che diventa sempre più personale col passare del tempo. In questo capitolo della saga assume particolare valenza la recitazione dei personaggi, animati da posture e mimiche dei volti molto evocative”.

Jacopo Camagni già dal 2008 collaborava con Panini e Marco M. Lupoi, Executive Director of Publishing della Panini, lo ricorda con affetto sul suo profilo Ig: "L’arte di Jacopo –  scrive –  era esile ed epica, era sospesa tra tanti universi, quello urbano delle nostre città e quello fantastico dei mondi tra i mondi, delle dimensioni stregate nascoste nei nostri sogni. Nella sua arte c’era la vita, c’era l’amore, c’era la magia, e c’era la morte. Jacopo se ne è andato ieri a 48 anni e la sua arte è l’unica cosa che un poco mi consola… pensarlo libero e lontano… un guerriero gentile che continua le sue avventure nella vita dopo la vita”.

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