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Ragazzino palpeggiato alla fermata, lo riconosce il giorno dopo: denuncia per il 43enne

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16.03.2026

Una vettura della polizia (foto di repertorio). Gli agenti sono intervenuti per identificare il 43enne

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Reggio Emilia, 16 marzo 2026 – Avrebbe molestato un ragazzino di 17 anni, dopo un incontro casuale alla fermata del bus di via Fratelli Cervi, sulla via Emilia a Reggio. Una molestia che, secondo l’accusa, sarebbe consistita nel toccare le parti intime del giovane. E il giorno dopo, venerdì mattina, il ragazzo con i genitori, hanno incrociato l’uomo, riconosciuto come l’autore delle molestie, che si trovava nei pressi di un esercizio commerciale di via Fratelli Manfredi, sempre in città. Sono stati chiamati gli agenti della Volante.

L’accusa di molestie sessuali

Nello specifico, appena giunti sul posto, gli agenti della Polizia di Stato rintracciavano la famiglia che riferiva che nella mattina del giorno precedente il figlio avrebbe incontrato casualmente, nei pressi di una fermata del bus di via Fratelli Cervi, l’uomo segnalato il quale, dopo averlo fermato, avrebbe commesso nei confronti del giovane delle molestie sessuali consistite nel toccare con insistenza le sue parti intime.

Gli agenti hanno identificato un uomo di 43 anni, originario del Bangladesh, risultato regolare in Italia. Per ora, in base alla denuncia sporta dal ragazzo e dai suoi familiari, il 43enne straniero è stato segnalato all’autorità giudiziaria per violenza sessuale. Anche se sono in corso accertamenti per chiarire meglio la dinamica di quanto accaduto. Secondo l’accusa, il 43enne avrebbe avvicinato il ragazzino, toccandogli le parti intime. Questi atteggiamenti sarebbero poi stati interrotti dalla giovane vittima che, comprensibilmente molto spaventata, sarebbe riuscita divincolarsi e ad allontanarsi dal luogo dei fatti, per poi far rientro a casa e raccontare il tutto ai genitori.

E proprio il giorno dopo c’è stato l’incontro casuale in via Fratelli Manfredi, con il conseguente intervento da parte della polizia che ha permesso così l’identificazione del presunto molestatore.

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© il Resto del Carlino