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Marco, dalla vacanza al carcere in Vietnam: un caso simile in Romania liberato dopo 21 mesi

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Marco Mancini, detenuto in un carcere del Vietnam da 5 mesi con l’accusa di spaccio

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Pesaro, 26 aprile 2026 – Un pacco, un arresto all’estero, mesi in carcere e una battaglia legale fra tribunali e istituzioni. La storia di Marco Mancini, 32enne pesarese detenuto in Vietnam da novembre scorso non è un caso isolato. A migliaia di chilometri di distanza, ma questa volta dentro l’Unione europea, si era consumato un percorso molto simile: quello di Filippo Mosca, siciliano di Caltanissetta, finito in carcere in Romania per traffico internazionale di droga. Mosca, oggi 30enne, era stato arrestato nel 2023 e condannato in primo grado a 8 anni e 3 mesi.

Sempre un pacco sospetto con droga

Anche qui, tutto ruotava attorno a un pacco con sostanze stupefacenti spediti da Barcellona a una ragazza del gruppo con cui si trovava. La famiglia ha sempre parlato di errore giudiziario. Poi il carcere e le condizioni denunciate come disumane. La sua storia era arrivata fino al Parlamento europeo, con un’interrogazione sulle violazioni dei diritti umani nelle carceri rumene.

Filippo Mosca riportato in Italia

La storia di Mosca ha avuto uno sbocco: dopo quasi un anno e nove mesi, a gennaio 2025 venne trasferito in Italia. Fu un passaggio possibile grazie agli strumenti di cooperazione giudiziaria previsti all’interno dell’Unione europea. Dinamiche che, per molti versi, ricordano quanto accaduto al giovane pesarese Marco Mancini, ma con un esito, almeno finora, molto diverso.

Marco Mancini era in vacamza

Anche nel suo caso tutto parte da un pacco “regalo” contenente circa 15 grammi di cocaina, intercettato dalle autorità vietnamite prima della consegna. Mancini si trovava a Da Nang in vacanza quando sarebbe entrato in contatto tramite Telegram con una persona conosciuta sul posto che gli avrebbe spedito il plico partito, stando agli elementi raccolti, dal Regno Unito. Quando il pacco è arrivato, lui non era nemmeno in città. Al rientro si è presentato davanti alle autorità e avrebbe ammesso di essere il destinatario della spedizione. È stato quindi arrestato e ora si trova in attesa di giudizio presso l’Hòa Samo Gn detention center di Da Nang.

I pericoli della situazione

Resta un punto aperto, che avvicina le storie dei due giovani: la possibilità che il suo ruolo sia stato marginale o addirittura inconsapevole. C’è l’ipotesi che anche Mancini non fosse pienamente consapevole del contenuto del pacco o che sia stato coinvolto in una vicenda più grande di lui. Mosca però si trovava in un Paese dell’Unione europea e ha potuto beneficiare di un trasferimento in Italia. Mancini invece è in Vietnam, fuori da quel perimetro. L’accordo tra Italia e Vietnam sul trasferimento dei detenuti, firmato nel 2023, non è ancora in vigore perché manca la ratifica. E quindi anche in caso di condanna, a oggi non esiste una strada concreta per riportarlo in Italia a scontare la pena.

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© il Resto del Carlino