Il carcere è una polveriera. La protesta degenera. Agenti presi a schiaffi
Un agente del carcere di Fossombrone apre una cella (. foto d’archivio L’ultimo caso riguarda un detenuto 50enne che ha aggredito un agente di 35 anni e un sovintendente di 52 che hanno riportato lesioni guaribili in 7 giorni
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di Antonella Marchionni Schiaffi agli agenti e tensione alle stelle al carcere di Fossombrone. Un detenuto italiano di 50 anni ha aggredito due appartenenti alla polizia penitenziaria durante un momento di forte protesta interna: un agente di 35 anni e un sovrintendente di 52 hanno riportato alcune lesioni con sette giorni di prognosi ciascuno. L’episodio è avvenuto venerdì all’interno dell’istituto penitenziario, al culmine di una situazione che da giorni stava montando. Alcuni detenuti avevano iniziato uno sciopero della fame per essere trasferiti in altri istituti. Una protesta che, col passare delle ore, si è trasformata in tensione aperta.
Secondo quanto ricostruito, i reclusi avrebbero prima messo in atto forme di resistenza passiva, rifiutandosi di rientrare nelle celle. Quando il personale è intervenuto per riportare la situazione sotto controllo, la protesta è degenerata. Il detenuto 50enne ha aggredito i due operatori che aveva di fronte, colpendo uno di loro con alcuni schiaffi. L’agente di 35 anni ha riportato contusioni giudicate guaribili in sette giorni. Il sovrintendente di 52 anni, invece, si è fatto male mentre cercava di bloccare e contenere l’uomo: nell’intervento ha riportato traumi alla spalla e al ginocchio, con prognosi di una settimana.
Alla base della protesta ci sarebbe soprattutto la situazione di sovraffollamento e la carenza di personale, problemi che da tempo pesano sulla gestione quotidiana dell’istituto. La direzione del carcere avrebbe già segnalato la situazione al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria chiedendo alcuni trasferimenti ma finora, secondo quanto emerge, non sarebbe arrivata una risposta. "L’Uspp denuncia con fermezza l’ennesimo episodio di aggressione – segnala Angelo Abbinante, segretario provinciale Uspp Marche -. Negli ultimi tempi le aggressioni nei confronti degli agenti stanno aumentando in maniera costante, mettendo seriamente a rischio l’incolumità del personale che quotidianamente garantisce la sicurezza dell’istituto". Sulla vicenda interviene anche Tommaso Branchini, segretario regionale dell’Uspp Marche, che lancia un allarme sulla situazione degli organici: "Oltre al sovraffollamento dei detenuti, manca personale e nei prossimi anni perderemo anche molti sottufficiali per pensionamento, sia nel ruolo dei sovrintendenti e ispettori sia tra agenti e assistenti".
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