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Comunità "L’Imprevisto": la festa delle dimissioni oggi è all’Auditorium

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14.02.2026

"L’Imprevisto" chiama la città: all’Auditorium Scavolini la festa dei ragazzi che ce l’hanno fatta. Oggi in fatti, alle 10, la comunità guidata da Silvio Cattarina porta al vecchio palas la sua giornata più simbolica, "Le Dimissioni": sul palco i ragazzi che hanno concluso il percorso e racconteranno cadute e rinascite davanti a famiglie, autorità e città. Non è una semplice festa. È un rito pubblico di passaggio. È il momento in cui chi è entrato fragile, arrabbiato, disorientato, prende il microfono e dice: ce l’ho fatta.

L’appuntamento quest’anno ha una scenografia più ampia del solito: l’Auditorium Scavolini. I ragazzi racconteranno le fatiche affrontate, le esperienze negative vissute, l’aiuto incontrato, la speranza ritrovata. E non ci saranno solo loro. Saranno presenti anche familiari e genitori per testimoniare la complessità di un percorso: il dolore, lo smarrimento, il riscatto. Perché, come ripete il presidente Silvio Cattarina, "i più poveri, i più bisognosi sono spesso i genitori", travolti da un mondo giovanile che fatica a trovare senso e adulti di riferimento.

Il finale sarà istituzionale e popolare insieme: i saluti del Prefetto, dell’assessore regionale alla Sanità, dell’Arcivescovo e l’intervento del comico Paolo Cevoli. Ma il cuore resta l’allarme lanciato dall’Imprevisto. "La questione dei giovani non è la fragilità – dice Cattarina – ma è l’enorme pesante dubbio che hanno in petto: la vita non è bella e il male vince, ha già vinto. Invece scopriamo e sappiamo che si può aiutarsi, volersi bene, ricominciare, cambiare, accogliersi, essere amici. Forse l’avventura più significativa è scoprire il valore della persona. La persona è il fatto, la presenza più bella, preziosa, più ammirabile, il valore primo e più alto. A maggior ragione se la persona è un giovane, un ragazzo. Questo il grande lavoro che facciamo nelle nostre Comunità. La vera distinzione tra gli uomini non è tra buoni e cattivi, giusti e ingiusti ma tra chi si sente amato e chi non si sente amato. In definitiva il problema dei giovani è non conoscere l’amore".


© il Resto del Carlino