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“Cicoli sponsorizza il privato”, Pd e alleati: il primario va cacciato. E il video incriminato sparisce

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27.02.2026

Ecco un frame del video. Il primario Claudio Cicoli dice: "Collaboro con il Centro Arcadia perché abbiamo la stessa visione"

Pesaro, 27 febbraio 2026 – Un primario pubblico che promuove una struttura privata a pagamento. È questa la scintilla che ha acceso un caso politico-sanitario destinato a far discutere. Nel mirino finisce il dottor Claudio Cicoli, direttore dell’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia degli ospedali di Pesaro e Fano.

La maggioranza consiliare di centrosinistra parla senza mezzi termini di “scandalo” e chiede la sua rimozione immediata dall’incarico. Al centro della bufera c’è un video pubblicato sui social del Centro medico fanese Arcadia. Pochi secondi, ma sufficienti a innescare la polemica.

Il primario Cicoli e il centro Arcadia

Nelle immagini il primario è seduto su un lettino, accanto a un ecografo. “Ho deciso di collaborare con il Centro Arcadia – dice a favor di telecamera –, perché condividiamo la stessa visione”.

Per raccontare la propria esperienza, Cicoli richiama esplicitamente il suo ruolo di direttore del reparto di ostetricia e ginecologia degli ospedali di Pesaro e Fano, legando così la sua immagine pubblica alla nuova collaborazione privata. Un passaggio che, secondo i gruppi di maggioranza, travalicherebbe i confini della cosiddetta attività extra-moenia, quella cioè che consente a un medico del sistema pubblico di lavorare anche nel privato fuori dagli ospedali.

La scomparsa del video dai social e la reazione dei gruppi di maggioranza

Nel pomeriggio, però, il video non risultava più visibile sulle piattaforme social: verosimilmente rimosso dal profilo della struttura. I gruppi di maggioranza hanno parlato di “tradimento del servizio pubblico” e hanno chiesto un intervento urgente dell’azienda sanitaria. Per la maggioranza, un primario in servizio nella sanità pubblica non può utilizzare il proprio ruolo istituzionale per promuovere una realtà privata a pagamento.

“Uno scandalo che travalica i confini della deontologia per diventare un caso politico di gravità inaudita – si legge in una nota -. È inaccettabile che il dottor Claudio Cicoli si presti a pubblicizzare apertamente strutture mediche private a pagamento. Siamo di fronte a una palese violazione del codice deontologico e delle norme che vietano ai medici pubblici di deviare i pazienti verso il settore privato. È intollerabile che un primario dirotti i cittadini verso opzioni a pagamento. Chi preferisce il privato, vada a lavorare nel privato. Non si può occupare un posto di comando nello Stato e contemporaneamente sponsorizzare chi con lo Stato compete. I gruppi di maggioranza rivolgono un appello perentorio al presidente della Regione Marche, all’assessore regionale alla Sanità e al direttore dell’Ast1. In primo luogo, si richiede la rimozione immediata del dottor Claudio Cicoli dal suo incarico di primario, poiché il suo ruolo è ormai incompatibile con la gestione della cosa pubblica. Si esige inoltre un intervento ispettivo per bloccare sul nascere derive pericolose che minano la fiducia dei cittadini e, infine, la redazione di un piano serio per contrastare la mobilità passiva e rimettere la sanità pubblica al centro dell’agenda regionale. Difenderemo con ogni mezzo una sanità pubblica equa e universale. La salute non è una merce e i nostri ospedali non sono uffici marketing per cliniche private”.

Pierini (Lega) difende il primario

In difesa del primario è sceso il consigliere regionale della Lega Nicolò Pierini: “Sulla sanità ancora una volta assistiamo a un attacco politico a testa bassa che travalica il merito delle questioni e colpisce direttamente la figura e la persona di un professionista stimato come il dottor Claudio Cicoli. Grave che i gruppi consiliari della sinistra di Pesaro chiedano la rimozione di un medico, di un primario per questioni pregiudiziali e ideologiche”.

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© il Resto del Carlino