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"I professori si accorgono se gli studenti la usano"

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05.04.2026

Professoressa Manuela Piraccini, insegnante di matematica, fisica e informatica, al liceo classico Vincenzo Monti utilizzate l’intelligenza artificiale? "Negli ultimi due anni...

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Professoressa Manuela Piraccini, insegnante di matematica, fisica e informatica, al liceo classico Vincenzo Monti utilizzate l’intelligenza artificiale?

"Negli ultimi due anni tutti i docenti, di discipline scientifiche e umanistiche, hanno partecipato a corsi sulla A.I. nella nostra scuola".

Gli studenti la usano?

"Al liceo Monti ci sono circa 1.500 ragazzi. Io sono fortunata, perché insegno ai ragazzi del liceo classico con curvatura scientifica e sono molto seri, desiderosi di imparare. Generalmente non è nelle loro abitudini copiare utilizzando A.I. per svolgere i compiti di casa. Poi mi basta mandarli alla lavagna una volta e mi accorgo subito se hanno utilizzato l’intelligenza artificiale".

E nelle materie umanistiche?

"Anche in questo caso gli insegnanti utilizzano piccoli stratagemmi per accorgersi se uno studente copia una versione o un tema. Per le versioni di latino o greco i miei colleghi molto spesso tolgono una riga o delle brevi frasi dalla versione originale, così facendo i ragazzi quando vanno a tradurre utilizzando l’A.I. non se ne accorgono e presentano il testo completo della versione tradotta, e l’errore è ben visibile dal docente".

Come si fa a capire se uno studente l’ha utilizzata per scrivere un testo?

"Gli insegnanti se ne accorgono dallo stile dell’italiano, che è facilmente riconoscibile da studente a studente. Così pure i professori di arte individuano facilmente un lavoro copiato su internet. Ad esempio se la prof di arte chiede agli studenti una relazione su Canova, i ragazzi prendono su tutto quello che trovano, errori compresi o approfondimenti non richiesti dal docente".

Come utilizzate l’A.I. in classe?

"La vera rivoluzione dell’A.I. in classe non è solo tecnica, ma umana e narrativa: oggi gli studenti possono abbattere le barriere del tempo, simulando un’intervista con giganti della storia, della filosofia o della scienza. Confrontarsi ‘direttamente’ con il pensiero di Kant, discutere di relatività con Einstein o interrogare Dante sui segreti della Commedia, trasforma l’apprendimento in un’esperienza viva e dialogica".

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© il Resto del Carlino