Il veterinario Guerra condannato cita Enzo Tortora: “Io vi dico: sono innocente”
Ravenna, 20 febbraio 2026 – Era il 15 settembre 1986. E un determinatissimo Enzo Tortora, in attesa della sentenza con cui la corte d’appello di Napoli lo avrebbe poi assolto con formula piena dall’accusa di associazione per delinquere di stampo camorristico per la quale era stato arrestato il 17 giugno 1983, pronunciò un discorso rimasto sui libri di storia. Questo. "Ho fiducia - scandì a favore di microfono guardando la corte e agitando all’aria i suoi occhiali da lettura -. Io sono innocente, lo grido da tre anni, lo gridano le carte, lo gridano i fatti che sono emersi in questo dibattimento. Io spero, dal profondo del cuore, che lo siate anche voi". Un discorso che pure Silvio Berlusconi nel maggio 2013 citò in relazione a sue traversie giudiziarie. Ora anche l’ex veterinario Mauro Guerra lo ora ha fatto suo. È accaduto attraverso un post (sia il virgolettato che lo storico filmato delle teche Rai) che il 52enne ha pubblicato sul proprio profilo Facebook verso le 22 di mercoledì.
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Ovvero otto ore dopo la sentenza con la quale il giudice Piervittorio Farinella, al netto di alcune assoluzioni e di altre prescrizioni, lo aveva condannato a 4 anni e 2 mesi di reclusione nell’ambito del processo fiume per reati tributari e per maltrattamento e uccisione di animali legate a un uso ritenuto improprio delle eutanasie. Giusto il 4 febbraio scorso la commissione centrale per gli esercenti le professioni sanitarie, aveva confermato in appello la radiazione decisa a maggioranza per Guerra dall’ordine ravennate dei veterinari, di fatto facendola diventare esecutiva. Sotto al suo post, Guerra ha incassato il plauso di parecchie decine di suoi sostenitori, molti dei quali convinti del fatto che in appello il verdetto sarà ribaltato, qualcuno ricordando che in fondo pure Tortora in primo grado era stato condannato (a 10 anni nel 1985).
Di segno opposto le reazioni che alcune delle associazioni costituitesi parte civile, hanno affidato a note stampa. "Questa sentenza - ha sottolineato Lav - è un passaggio fondamentale per affermare un principio chiaro: chi esercita la professione veterinaria ha una responsabilità enorme nei confronti degli animali e delle famiglie che a lui si affidano. I fatti contestati a Guerra sono di estrema gravità non solo per le sofferenze inflitte agli animali, ma perché commessi da chi avrebbe dovuto curarli in scienza e coscienza. Il veterinario è una figura di fiducia, chiamata ad alleviare il dolore, non a provocarlo". E ancora: "È indispensabile che casi come questo segnino un punto fermo: nessuna logica di risparmio o di profitto può mai giustificare il maltrattamento o l’uccisione di animali". "È una sentenza che attendevamo fiduciosi e che rappresenta un risultato importante - ha precisato Lndc Animal Protection - per tutti coloro che credono nella tutela degli animali". A questo punto per il prossimo passaggio della vicenda, dovremo attendere di leggere, entro 90 giorni, le motivazioni della condanna.
