Modena distratto, il Catanzaro ne approfitta. Ma Pedro Mendes trova il pari allo scadere
Mendes, devia da sotto misure un colpo di testa dei Dellavalle su calcio d’angolo e segna il gol del 2-2 al 95’ (foto Fiocchi)
Modena, 14 aprile 2026 – Jolly giocato e, come a Bolzano, tra luci e ombre ma il finale lascia senz’altro un sorriso rispetto alle vicende del Druso. Immerso nelle sue assenze e nei dubbi che attanagliano la fase difensiva (quarta gara consecutiva con gol incassato) il Modena torna da Catanzaro conscio del fatto che il sesto posto è quanto di più dovrà tenersi stretto da qui alla fine, valorizzandone l’importanza una volta acquisito in maniera definitiva. La distanza dal quinto non cambia, e la notizia è ottima. Ma un pareggio del genere aiuta soprattutto a mantenere la Juve Stabia a distanza di sicurezza.
Al “Ceravolo” si gioca sul filo dell’equilibrio. Evidente, però, come la squadra di Aquilani sia riuscita ad impossessarsi del pallino, merito delle caratteristiche di una rosa il cui imprinting si è sempre concentrato sul possesso della sfera, la giocata nello spazio stretto e l’inventiva di Iemmello e Liberali. Il Modena mette dentro Ambrosino al fianco di De Luca e l’ex Napoli conferma il suo stato di forma molto buono. I canarini fanno una partita non troppo distante da quella di Bolzano, a dimostrarlo è l’approccio. Cinque minuti e passa il Catanzaro con il colpo di testa da pochi passi di Pittarello, sugli sviluppi di un corner nel quale la difesa gialloblù marca a zona, le maglie rosse di casa partono tutte da fuori senza marcatura e il gol è incassato. Generoso, generosissimo, il lavoro svolto da De Luca spesso innescato con lanci lunghi domati come possibile. Ma il protagonista che non ti aspetti è Cotali, scelto per far rifiatare Zanimacchia e autore dell’assist per la capocciata di Adorni per l’1-1. In tema di velocità e verticalità, il Catanzaro ha idee più chiare e nel rincorrere all’indietro il Modena non mostra le sue armi migliori perché squadra abituata ad attaccare il possesso altrui, quando la condizione lo permette. La verticalizzazione di Rispoli, al 40’, per Pittarello, avvia proprio il gol dello stesso Rispoli, lasciato entrare in area facilmente e bravo a battere Pezzolato, eroico sulla deviazione di Dellavalle una decina di minuti prima.
Nella ripresa, beato chi è riuscito a capirci qualcosa. “Sarebbe bello sapere cosa è successo, in area di rigore”, raccontava il telecronista, eroico pure lui nel commentare immagini letteralmente impossibili da commentare causa nebbione improvviso. Detto ciò, il Modena ci prova con Ambrosino da fuori, butta dentro Zanimacchina, Pyythtia e Pedro ed è bravo a tenere la partita aperta. Il Catanzaro, invece, la vuole addormentare... fino al 95’. Gli ultimi due calci d’angolo sono canarini e da uno di questi ecco la zampata di un altro che non ti aspetti: Pedro Mendes. Luci e ombre, ma per come si stava mettendo, punto d’oro, d’oro pregiatissimo.
Catanzaro (3-4-2-1): Pigliacelli; Cassandro, Antonini, Fellipe Jack (84’ Buglio); Favasuli (74’ Frosinini), Pontisso (84’ Verrengia), Rispoli, Alesi; Liberali (74’ Pompetti), Iemmello (54’ Di Francesco); Pittarello. A disp.: Marietta, Esteves, Bashi, Nuamah, Oudin, Koffi, Ardizzone. All. Aquilani.
Modena (3-5-2): Pezzolato; Dellavalle, Adorni (46’ Tonoli), Nieling; Zampano, Massolin, Gerli (78’ Wiafe), Santoro (63’ Pyyhtia), Cotali (63’ Zanimacchia); Ambrosino (71’ Pedro Mendes), De Luca. A disp.: Laidani, Bagheria, Nador, Colpo, Arnaboldi, Imputato. All. Sottil.
Arbitro: Giuseppe Allegretta di Molfetta
Reti: 5’ Pittarello, 28’ Adorni, 40’ Rispoli, 95’ Pedro Mendes
Ammoniti: Cassandro, Pontisso, Gerli Angoli: 5 a 5. Recupero: 3’ p.t., 7’ s.t.
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