Boni e Niccolai, che storie. I gemelli al Playground, tra squalifiche federali e valutazioni miliardarie
Nel 1994 Mario si presenta al torneo, ma i fischietti non intendono farlo giocare. Per la Fip è fuorigioco, ma la manifestazione è controllata da Uisp e Aics. Andrea in campo all’insaputa del club di Roma che l’ha pagato a peso d’oro.
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Quarantatré edizioni alle spalle. E mille storie da raccontare per il Playground dei Giardini Margherita. Torneo che, nel frattempo, è diventato Walter Bussolari Playground e si gioca nel campetto intitolato alla memoria di Gianni Cristofori. Edizione numero 44 per un torneo che, agli albori, veniva giocato solo il sabato e la domenica. Quasi, una ‘festa povera’ per giovani che non avevano i mezzi (l’auto e la disponibilità economica) per spostarsi in Riviera tra fine giugno e inizio luglio.
Si gioca(va) il sabato e la domenica, in orario diurno, per un motivo semplice: non c’è l’illuminazione. Quello che i più non sanno è che, ai Giardini, si palleggia su un pezzetto di tangenziale. Possibile? Sì, all’inizio degli anni Ottanta, narrano le cronache del tempo, il campo da basket è in terra battuta. Quindi irregolare nel rimbalzo e pure polveroso (c’è chi per evitare di sporcarsi palleggia con i guanti, quelli bianchi, da prima........
