menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Basket, la scomparsa a 87 anni di ’Nane’. Giocò a Bologna alla fine degli anni Cinquanta, quando le squadre delle Due Torri erano quattro. Addio Vianello, dalla Moto Morini agli scudetti

16 0
04.03.2026

Nane Vianello al palasport di Bologna con la maglia numero 6 della Moto Morini (Archivio Storico Fotowall di Walter Breveglieri-edizioni Minerva)

Articolo: Marini scaccia via la pressione: "Essere tra le ’grandi’ è un orgoglio"

Articolo: Virtus, conto alla rovescia. Il primo tassello è Galetti

Articolo: Virtus Imola, lascia il presidente Davide Fiumi

Ciao ’Nane’. Il mondo dei canestri piange la scomparsa di Gabriele Vianello, classe 1938, icona della pallacanestro degli anni Sessanta. Capace di vincere cinque scudetti – il primo con Varese, gli altri quattro con l’Olimpia Milano –, una Coppa dei Campioni (la prima, storica, per l’Italia, con il Simmenthal di Bill Bradley) e partecipare a tre edizioni dei Giochi Olimpici, da Roma 1960 e Messico 1968, passando per Tokyo, 1964.

Nato a Venezia, il 6 maggio 1938, Nane cresce nella Reyer, nella squadra della sua città. Ma il grande salto avviene proprio a Bologna. Siamo nel 1957, le Due Torri non sono ancora riconosciute come Basket City, ma c’è un palasport (progetto pilota di quello che poi diventerà il PalaEur per i Giochi di Roma) appena terminato. E soprattutto ci sono ben quattro squadre. Nane non gioca né nella Virtus né tantomeno nel Gira, che sono i due club che vanno per la maggiore. Nel 1957, però, le squadre sono addirittura quattro: Virtus, Gira, Oare e Moto Morini. Nane approda in quest’ultimo club, che sarebbe poi la Società Cestistica Mazzini.

Due anni al top, a Bologna, insieme con Paolo Vittori. Per rivedere Bologna ai vertici – dallo scudetto Virtus nel 1956, bisognerà attendere la Virtus di Dan Peterson, tricolore nel 1976 e vincitrice della Coppa Italia due anni prima – passeranno due decenni. Ma i derby del palasport, non ancora PalaDozza, passano direttamente dalla cronaca alla leggenda (sportiva) della città.

Nane nel frattempo si trasferisce a Varese, mentre Vittori approda a Milano. Vianello vince lo scudetto con Varese poi trova l’accordo con il Simmenthal. Solo che in quegli anni, i cartellini sono di proprietà dei club. E per la cessione serve l’ok della società. Borghi, patron di Varese, si impunta e dice no al trasferimento. Nane vuole andare e fa l’unica cosa che si può fare in quei momenti. Una situazione già vissuta da Mario Alesini quando, qualche anno prima, da Varese voleva trasferirsi a Bologna (Virtus).

Nane resta fermo un anno, si svincola, e approda a Milano. Quattro scudetti e una prestazione da 67 punti in una sola gare, che lo collocano al quinto posto (italiano) di tutti i tempi, alle spalle di Carlton Myers (87), Sandro Riminucci (77), Drazen Dalipagic (70) e Joe Bryant (69), il papà di Kobe. Con la maglia di Milano è protagonista, si diceva, dalla prima Coppa dei Campioni vinta da un club di casa nostra. Segna 40 punti al Real Madrid e, nella finale che si gioca a Bologna, segna 21 punti (miglior realizzatore alla pari di Skip Thoren) allo Slavia Praga.

Per tre partite, qualche tempo dopo, viene prestato alla Virtus, ma la sua bolognesità è legata alla Moto Morini. Per lui 5.420 punti in serie A e 1.080, in 127 gare, in azzurro (argento alle Universiadi di Torino nel 1959 e argento ai Giochi del Mediterraneo del 1967). Riposa in pace, Nane.

© Riproduzione riservata

Continua a leggere tutte le notizie di sport su


© il Resto del Carlino