L’Unesco sceglie i teatri storici: "Sono patrimonio dell’umanità"
Il "sito seriale" candidato dalle Marche inserito nella Lista mondiale, Italia al top della classifica. La premier Meloni: "Siamo una superpotenza culturale". Acquaroli: "Risultato straordinario" .
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Oggi lo chiameremmo project financing per vantarci di avere scoperto l’acqua calda. Ma nel Siglo de Oro dei teatri ’condominiali’ dell’Italia centrale – a cavallo tra Sette e Ottocento, gioia e Restaurazione, crepuscolo barocco e avanguardie neoclassiche –, patriziato e notabili, ma anche la nuova (arrembante) borghesia dei mestieri e delle professioni, già facevano da sé, finanziandone la costruzione con l’acquisto dei palchetti (bene in vista, se possibile), oppure autotassandosi, e chiamando architetti di grido a dare forma alla voglia di svago e grandeur, da Ireneo Aleandri a Cosimo Morelli. Partnership pubblico-privata ante litteram nell’Italia "superpotenza della cultura" (copyright di Giorgia Meloni e Antonio Tajani) capace di nascondere un tesoro dietro ogni curva della storia.
IL RICONOSCIMENTOPersino una costellazione di piccoli, grandi gioielli dell’architettura a cavalcioni dell’Appennino, fioriti in cittadine e borghi oggi divenuti "sito seriale" (in gergo tecnico) nelle Marche, con........
