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Agricoltori, maxi manifestazione. Protesta contro guerra e rincari: "Serve tutelare il Made in Italy"

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Il presidente Coldiretti Luca Borsari

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Una rappresentanza modenese di circa duecento agricoltori, guidati dal presidente Coldiretti Modena, Luca Borsari, e dal direttore, Marco Zanni, ha raggiunto nelle prime ore del giorno il Brennero, per prendere parte alla grande manifestazione nazionale di oggi di Coldiretti in difesa di aziende e consumatori per la tutela del Made in Italy.

Borsari, cosa vi ha mosso a recarvi in tanti al Brennero? "Adesione sicuramente alta perché dagli agricoltori questa manifestazione è percepita come la ’battaglia delle battaglie’: tutelare le produzioni italiane rispetto a quello che entra da fuori Italia e una volta giunto da noi diventa italiano. Per tutelare il reddito delle imprese questa è veramente la ’battaglia delle battaglie’".

Preoccupano anche i rincari e la guerra… "Questo è un ulteriore aggravio di una situazione già complicata. Sicuramente il peggiore. Che ci siano guerre intorno a noi è un grave problema di stabilità e serenità per poter guardare al futuro con fiducia e speranza".

Si parla di tensioni dovute a rincari di gasolio e fertilizzanti per la chiusura di Hormuz. Quanto è preoccupante la situazione? "Sicuramente è un momento particolare perché non arrivano i concimi che erano ormai normalizzati in quella tratta marittima, da cui dipendiamo perché l’Europa ha fatto scelte in anni passati che hanno favorito l’idea che reperire al di fuori dei confini europei era più conveniente. Oggi paghiamo rincari e la difficoltà di reperire prodotti che servono per la concimazione di tutti i seminativi (grano, mais, orzo, ecc.). Non da meno la parte ortofrutticola necessita di concimi pur con quote e misure diverse".

Poi c’è il problema dell’ingresso di prodotti dall’estero presentati come italiani senza esserlo. Cosa si rischia? "Il fatto che possa entrare nel nostro Paese ed essere venduto sugli scaffali un prodotto che, con una minima lavorazione qui, possa diventare italiano non valorizza o comunque non premia l’impegno dei nostri agricoltori che si trovano ad affrontare una concorrenza sleale. Di italiano in quel prodotto confezionato non c’è niente".

Quanto vale questo mercato del "non originale"? "Probabilmente siamo intorno al 50%. Il concetto di sottrarre mercato però è relativo. E’ molto più rilevante che il brand Italia abbia un valore e all’interno di quel valore la parte agricola viene lasciata indietro in favore di un prodotto extra Italia. Il principio che Coldiretti porta avanti è a favore degli agricoltori, ma in maniera equivalente anche dei consumatori, perché quando si va a comprare qualcosa si deve poter decidere consapevolmente cosa comprare: ci deve essere evidenza del fatto che quando non c’è un prodotto italiano all’interno di confezioni deve essere dichiarato".

Cosa chiedete? "Abolizione dei codici doganali e una evoluzione dei disciplinari di produzione: certe indicazioni geografiche devono essere chiare per il consumatore. E’ una tutela per i consumatori, perché in Italia siamo il Paese che ha la produzione più sostenibile rispetto a parametri ambientali, riguardo al benessere animale e all’uso di molecole definite pericolose per la salute umana".

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© il Resto del Carlino