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"Gambro, porteremo la vertenza al Ministero"

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19.02.2026

"Siamo all’inizio e non alla fine. Il foglio è bianco ma chi scrive quel foglio dobbiamo essere noi" ha affermato il vicepresidente della Regione Vincenzo Colla che ieri mattina si è unito ai lavoratori in sciopero e presidio davanti allo stabilimento Vantive Gambro di Medolla. Ma, c’è anche la notizia fatta trapelare dallo stesso Colla che la convocazione al ministero del Made in Italy per discutere della azienda biomedicale potrebbe avvenire in tempi rapidi.

Dopo la delusione del tavolo regionale, tenutosi a Bologna il 16 febbraio, in cui l’azienda avrebbe dovuto presentare il piano industriale atteso dal settembre scorso, le rappresentanze sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil avevano proclamato un pacchetto di 40 ore di sciopero, di cui le prime otto ieri. "L’incertezza sul futuro dello stabilimento è alta, non è dato sapere – accusa il sindacato respingendo la ricostruzione della proprietà - se la vendita riguarderà tutto il sito o parte di esso, né a chi e quando sarà venduto".

Nel timore di questo ieri davanti a Vantive Gambro si sono ritrovati, oltre ai tanti lavoratori che reclamano una prospettiva per sè stessi e le loro famiglie, numerosi sindaci, tutti i nove dell’Area Nord e sei primi cittadini del Basso mantovano, anche loro preoccupati per i tanti loro concittadini occupati tra le oltre 500 maestranze dello stabilimento medollese.

"Servono risposte ed acquirenti seri, che mettano al centro lo sviluppo, le competenze e la tutela occupazionale dell’azienda" è quanto reclamano lavoratori e le loro rappresentanze, ma anche quanto sollecitano le istituzioni, a cui si sono uniti ieri l’assessore regionale al lavoro Giovanni Paglia, lo stesso Colla, i quattro consiglieri regionali Pd, Costi, Ferrari, Muzzarelli e Sabattini, oltre alla parlamentare Pd Enza Rando e al vice presidente della Provincia Massimo Paradisi.

"Abbiamo già contattato il ministro – ha assicurato Paglia - perché vogliamo che tutta la catena istituzionale sia coinvolta e insieme si vada da Vantive e dal Fondo Carlyle (fondo da 477 miliardi di dollari rappresentato in Italia da Marco De Benedetti) a pretendere che per questo sito ci sia un futuro industriale: con loro se vorranno esserci loro; con qualcun altro di più serio che abbia voglia di fare degli investimenti se non vorranno essere loro".

"Non è più qui la decisione a questo punto – ha esplicitato e ribadito Colla -. La soluzione è sul tavolo nazionale che è in grado di parlare con i soggetti anche tramite le ambasciate perché se la proprietà vuole trovare la soluzione ponte anche dal punto di vista di accompagnamento devono mettere a disposizione una bella dote perché ci siano le condizioni per reindustrializzare. Se questi se ne vogliono andare deve essere chiaro che non ci deve essere nessuna cesura sociale e che l’eventuale advisor lo dobbiamo individuare insieme per cercare soggetti che possano investire qua".

La mobilitazione del territorio intanto continua e sabato mattina a Medolla è convocata dall’amministrazione comunale una assemblea pubblica aperta a tutti nel teatro Facchini alle 11.


© il Resto del Carlino