Lavori in ritardo alla materna Nuvola Olga: il Comune di Trieste chiede i danni
A San Giovanni prende forma il nuovo polo 0-6 anni. A partire dal prossimo gennaio il comprensorio sorto sull’ex Chiarle potrà contare su 66 posti in più nell’asilo appena realizzato in via delle Cave, affiancandosi al nido da altrettanti posti già ultimato in via delle Docce.
A completare l’“hub” dell’infanzia mancherebbe solo l’ampliamento della materna “Nuvola Olga-Oblak Niko”, ma nel cantiere da tempo non si muove un mattone. I lavori, affidati oltre due anni fa, sarebbero dovuti finire già lo scorso dicembre, ma a oggi risultano ancora in alto mare, al punto da causare la perdita del Pnrr e spingere il Comune di Trieste a risolvere in danno il contratto con la ditta appaltatrice, riservandosi di procedere nelle sedi giudiziarie per quanto subito. L’iter intanto dovrà ripartire con nuovi fondi regionali. L’obiettivo ora è completare l’opera entro l’anno.
Andiamo con ordine. Il progetto prevede il raddoppio della scuola dell’infanzia inaugurata nel 2017, con l’ampliamento di cucine e spazi esterni e la realizzazione di un nuovo edificio su due piani. A disposizione 3,2 milioni di euro, di cui 1,5 milioni da fondi comunali e 1,7 milioni ottenuti dal Pnrr nel 2022. All’epoca la gara fu condotta da Invitalia e venne aggiudicata a Conscoop, consorzio di cooperative con sede a Forlì; questi indicò quale impresa esecutrice la Caec di Gela, che a sua volta in un secondo momento indicò per i lavori la Tas di Biancavilla (Catania).
Lavori fermi alla “Nuvola Olga”
Il cantiere venne formalmente avviato a novembre 2023, più o meno in parallelo a quello del vicino asilo in via delle Cave, quest’ultimo affidato a un diverso consorzio. I destini dei due appalti sono stati però molto diversi.
Mentre il nuovo nido all’ex Chiarle è stato ultimato entro i termini (proprio martedì è stato presentato alla stampa), i lavori alla “Nuvola Olga” sono effettivamente partiti solo nella primavera 2025 (due anni dopo l’affidamento) per poi procedere con «ingiustificato rallentamento» nonostante i molteplici solleciti del Comune. Arrivati a un mese dalla scadenza fissata dal Pnrr al 31 dicembre 2025, del progetto era stato realizzato meno del 20%.
Il moderno complesso sorge al posto della vecchia caserma Chiarle. L’apertura è prevista a gennaio. Piena operatività dall’anno 2027/28
La reazione del Comune
Lo scorso novembre il Comune ha quindi ritenuto di procedere alla risoluzione in danno del contratto con Conscoop, dichiarandosi parte lesa per i ritardi cumulati e, soprattutto, per la perdita del finanziamento europeo, non avendo potuto completare neanche un quinto dell’opera entro le scadenze.
Il consorzio ha quindi impugnato la risoluzione, avanzando dapprima un ricorso d’urgenza dinanzi al Tribunale di Trieste (in cui però è risultato soccombente), quindi una richiesta cautelativa di sequestro di cantiere e un tentativo di mediazione, chiusi senza accordi. Il contratto è stato rescisso e il cantiere, ancora lontano dalla fine, riconsegnato al Comune, che intende ora rivalersi sul consorzio.
«La situazione – spiega l’assessore ai Lavori pubblici Elisa Lodi – è stata complessa: l’amministrazione si tutelerà nelle sedi giudiziarie per il danno subito». Contattati, da Conscoop ritengono di aver subito una risoluzione ingiustificata, motivo per cui presenteranno nuovo ricorso dinanzi al giudice ordinario.
Nuovi fondi dalla Regione
L’iter, intanto, dovrà ripartire. Lodi comunica di essersi già attivata con la Regione per richiedere il finanziamento necessario a compensare i fondi Pnrr persi e portare così a termine la “Nuvola Olga”. «Il danno c’è stato, ma – precisa l’assessore ai Lavori pubblici – siamo riusciti a contenerlo e rimettere in moto il progetto: siamo fiduciosi di poter ricevere i fondi tra la tarda primavera e l’estate, così da ripartire con i lavori e concluderli entro l’anno». «La Regione – rassicura l’assessore regionale alle Infrastrutture Cristina Amirante – è stata sempre al fianco delle amministrazioni comunali per risolvere questioni non dipese dalla loro volontà ma sorte da problematiche contrattuali, e continuerà a farlo». —
