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Mercedes in fuga a Shanghai, ma la Ferrari non si demoralizza. Hamilton: «Li possiamo riprendere»

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13.03.2026

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La Stella ha folgorato in Australia, ma la Ferrari non si tira indietro. Per il momento la Scuderia di Maranello è l’unica pronta e determinata a reagire all’uno-due che Russell ed Antonelli hanno assestato in Australia, prendendosi tutta la prima fila e poi i due gradini più alti del podio. Gli altri stanno ancora leccandosi le ferite affermando, soprattutto i piloti, che la nuova formula non gli piace. L’impresa riaggancio non è affatto semplice perché le Frecce d’Argento hanno marciato a Melbourne come orologi, evidenziando una superiorità marcata che riguarda vari aspetti di un progetto tutto nuovo.

Il V6 termico appare potente, spinge fino a dentro le curve; la parte elettrica è efficiente ed il sofisticato software di gestione già molto avanzato. Ma la W17 vola non solo per la power unit, anche la parte telaistica ed aerodinamica è messa bene, sfrutta al meglio le gomme e tiene la monoposto su due binari. Shanghai non è l’Australia, il circuito permanente è meno impegnativo dal punto di vista dell’energia, con tanti punti di recupero ed un solo rettilineo infinito. Vasseur è il primo che suona la carica, ma con grandissimo realismo, tanto che ha lasciato il nuovissimo continente ammettendo che c’è almeno mezzo secondo da recuperare.

Per farlo bisogna spingere sugli sviluppi e ottimizzare lo sfruttamento dell’energia su cui si lavora da tempo ma finora soltanto in modo simulato. E la correlazione con la pista non è mai perfetta. Fred ha annunciato aggiornamenti rapidi al telaio e deliberato a distanza di pochissimi giorni evoluzioni aerodinamiche perché l’operazione recupero deve riguardare tutti i fronti e non si può lasciare nulla al caso. Sul sostegno dell’Halo sono comparsi piccoli profili alari per accarezzare i flussi. La novità più appariscente e strategica, che potrebbe debuttare anche nel gran premio (domenica alle 8, mentre domani, alla stessa ora, ci saranno le qualifiche e, prima dell’alba alle 4, la gara Sprint) è l’ala posteriore ad apertura rovesciata che il team principal in persona ha ribattezzato Macarena.

Si sa quanto sia importante l’alettone per il funzionamento della monoposto, specialmente quest’anno che non c’è più l’effetto suolo garantito dai tubi Venturi.

Inoltre l’apertura adesso non è limitata alla operazioni di sorpasso in aree delimitate del tracciato, ma può essere usata a piacimento per ridurre la resistenza all’avanzamento facendo risparmiare energia. Ebbene, il componente fondamentale con il dispositivo apri-chiudi inventato dagli aerodinamici di Maranello pare che possa far guadagnare fino a 10 km/h in fondo al rettilineo, una quantità di velocità che per metterla in campo con la spinta del propulsore serve parecchia cavalleria.

Macarena avrebbe dovuto debuttare al quarto appuntamento in Bahrain, dove Hamilton l’ha provata nei test invernali, ma l’anticipo è per mettere il fiato sul collo alla Mercedes. Sono stati imbarcati per l’Oriente tre esemplari, uno di riserva. In Cina è l’anno del Cavallo è Charles ci scherza su: «Speriamo sia anche l’anno del Cavallino, lo aspettiamo da tanto. Penso che saremo più vicini, specialmente in qualifica. A Melbourne non abbiamo ottimizzato il potenziale.

Nella battaglia con George mi sono divertito, i sorpassi sono sempre sorpassi, solo che con queste regole sono diventati più strategici: non basta scavalcare l’avversario, se hai consumato troppa energia ti ripassa...». Sempre sorridente quest’anno, Hamilton: «Queste macchine sono piacevoli da guidare, mi diverto. Il maggior vantaggio della Mercedes è in rettilineo, quando aprono l’ala. Ma possiamo recuperare, sono molto fiducioso e orgoglioso per come sta lavorando la squadra, sia in pista che in fabbrica. Non è vero che il “lift and coast” è una novità, lo facevamo anche prima per risparmiare carburante e gomme. Adesso serve per l’energia».

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