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Kimi, parabola di un fenomeno: da bambino prodigio a campione senza confini

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02.11.2026

Altro che predestinato, è una vera “macchina” da guerra. Nata e programmata per vincere. Dominare. Ma dal profondo spessore umano: il ragazzo mostra la dolcezza e la serenità di un ventenne della porta accanto. È empatico e affabile. Ma è anche capacissimo di gestire, con una spontanea e cinica freddezza, sfide molto più grandi dell’età che lo accompagna. I capibranco lo annusano. Riconoscono la sua forza. Lo proteggono, vedendo in lui il profilo dell’erede con le sembianze di un leader assoluto.

Gli imperatori del motorsport, Lewis e Max, 11 titoli in due e visioni a volte diverse, lo hanno sempre trattato con profondo rispetto, incoronandolo prima che si prendesse lo scettro da solo, direttamente sul campo di battaglia. Un fenomeno del genere sa scalare l’Everest con nonchalance, l’ha dimostrato al mondo centrando un’impresa epica mai concretizzata in precedenza. Con grande spontaneità e naturalezza, come fosse un’epica leggenda già scritta dal fato. Aka, Andrea Kimi Antonelli da Castel Maggiore nel cuore della Motor Valley, è diventato, con notevole anticipo sulla più ottimistica tabella di marcia, il più giovane Campione del Mondo nella storia della Formula 1.

Un astro nascente, la stella più luminosa apparsa nella galassia dell’automobilismo. Il bolognese i record di gioventù li aveva già messi in bacheca praticamente tutti. Ha lasciato al suo amico Verstappen solo quello........

© Il Messaggero