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Ducati festeggia 100 anni: l'eccellenza del made in Italy domina le competizioni e svetta nelle moto di serie

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12.03.2026

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Un anno speciale in cui Ducati Corse farà di tutto per arricchire ancora la bacheca zeppa di Mondiali MotoGp e Superbike. L’impresa non è certo facile, gli avversari sono numerosi e agguerriti. La gare d’apertura della stagione hanno però confermato che la determinazione e l’impegno saranno come al solito massimi. Nei “prototipi” il Campione in carica Marc Marquez è stato privato della vittoria nella gara Sprint del GP d’apertura in Thailandia solo da una penalizzazione un po’ esagerata dei commissari. Nelle “derivate” di serie, invece, Nicolò Bulega ha dominato tutte e tre le gare dell’evento iniziale a Phillip Island in Australia.

Per una compagine che è icona globale nel motorsport a due ruote è certamente un obbligo ben figurare più del solito per l’importante anniversario. Nel 2026, infatti, sono esattamente cent’anni dalla nascita dell’azienda fondata a Bologna il 4 luglio dall’anziano ingegnere Antonio Cavalieri Ducati e poi portata avanti dai suoi tre figli, Bruno, Marcello e Adriano. La società Ducati si è sempre occupata di tecnologia, soprattutto elettronica e telecomunicazioni, ed iniziò a produrre motocicli solo dopo la Seconda Guerra Mondiale quando la famiglia fondatrice stava ormai uscendo dalla stanza dei bottoni.

Le vicende nel corso degli anni sono state impegnative ed anche altalenanti fino ad arrampicarsi nell’Olimpo del motociclismo mondiale dove è ora con una produzione di serie ammirata da tutti e risultati nelle competizioni senza pari in tutte la categorie in cui s’impegna. Insomma, un vera eccellenza italiana, simbolo della Motor Valley considerata globalmente la capitale planetaria dei motori. Ducati attualmente è seduta sul trono ed ha ben saldo lo scettro. Proprio in Thailandia si è interrotta una serie di 88 podi consecutivi e di 102 gare nella top five della MotoGP, un timbro di prestazioni ed affidabilità difficile da ripetere.

Nel 2025 Ducati ha monopolizzato la massima categoria del Motomondiale, i numeri della superiorità sono impressionanti. Quarto Mondiale Piloti consecutivo con tre driver diversi, sesto Costruttori di fila con 768 punti, quasi il doppio del primo rivale, 17 GP vinti su 22, con 19 gare Sprint e 12 pole conquistate. L’impresa di Marquez di tornare in vetta prendendosi il nono Titolo della carriera (settimo in MotoGP) ha dello straordinario, nonostante un incidente lo abbia costretto a saltare le ultime 5 gare della stagione a Campionato ormai ipotecato: ha messo la firma su 11 GP, 8 Pole e 14 Sprint con 10 doppiette di cui 7 di fila.

Questo magnifico quadro si somma all’annata d’oro del 2007 quando Casey Stoner fece polpette degli avversari mettendo in fila Honda, Yamaha e Suzuki.

Ma il vero territorio di caccia naturale è la Superbike, le moto di serie “elaborate” che sono determinanti per suggellare la supremazia Ducati fra gli appassionati, orgogliosi di vedere spadroneggiare i gioielli che cavalcano quotidianamente. Il primo titolo di Campione in questa saga lo portò a casa il mitico britannico Mike Hailwood nel 1978 con la 900 SS, poi una sfilata di 16 titoli Piloti e 21 Costruttori (gli ultimi 4 di fila) da quando la serie fu ufficialmente battezzata Superbike (1988).

In sella nomi diventati eroici: Roche, Polen, Fogarty, Corser, Bayliss, Hodgson, Toseland, Checa fino a Bautista. In questa magica favola da brividi, si inserisce una storia nella storia, quella di Claudio Domenicali «Ceo di Ducati e “bike enthusiast”» come riporta il suo profilo Linkedin. Claudio, giovane bolognese nato nel 1965, si è laureato in ingegneria meccanica nella prestigiosa università della sua città per entrare direttamente, guarda un po’, alla Ducati. Era il 1991 e l’azienda era già un punto d’arrivo, ma non rappresentava certo quello che è ora.

Mentre il controllo dell’azienda passava di mano in mano, dai fratelli Castiglioni agli americani del Texas Pacific Group, da Investindustrial del finanziere Andrea Bonomi al rassicurante Audi Group della galassia Volkswagen, il prestigio della società cresceva a braccetto con Domenicali. Nel 1999, a soli 34 anni e dopo 8 in Ducati, viene nominato Ceo di Ducati Corse, un ramo più che strategico. In Superbike sono anni ruggenti e viene presa la decisione di entrare in MotoGP (esordio nel 2003). Nel 2005 gli viene affidata tutta la responsabilità del reparto Ricerca e Sviluppo di Ducati e 4 anni più tardi è promosso Direttore Generale.

Con l’arrivo di Audi (nel 2013) diventa capo assoluto. Un percorso completo che gli ha fatto conoscere da vicino tutti gli argomenti strategici del marchio, soprattutto la progettazione delle moto, un argomento che fa la differenza per il brand. È stato lo stesso Domenicali ad annunciare che il “World Ducati Week” 2026 sarà l’evento clou dei festeggiamenti per il centenario visto che andrà in onda proprio il 4 luglio con un evento che resterà nella memoria per la partecipazione degli 800 DOC (Ducati Official Club) che rappresentano la spina dorsale della community dei ducatisti nel mondo.

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