Università, Dalla Zuanna lascia la cattedra: «Bisogna entusiasmare i ragazzi»
Gianpiero Dalla Zuanna, è arrivato il momento della pensione: che effetto fa?
«Un po’ straniante. Sei abituato a essere parte integrante di un’istituzione e ti rendi conto che devi cominciare a lasciare andare avanti gli altri. Bisogna abituarsi, accettarlo».
Ordinario di demografia al Bo, è stato preside di Scienze statistiche e senatore della Repubblica. È Accademico dei Lincei, in libreria - con Asher Colombo - con Pochi bambini. Cinquant’anni di bassissima fecondità (Il Mulino).
Il primo ricordo in un’aula universitaria.
«Roma, 1990. Ricordo l’emozione di raccontare le cose a ragazzi poco più giovani di me, con alcuni poi si sono stabiliti legami veri. Non avevo mai fatto didattica, ricordo la difficoltà: cercavo le facce delle persone, cercavo di capire se mi seguivano».
E questo non è cambiato?
«Mai. Ogni volta a lezione bisogna mettersi in sintonia con gli studenti. Bisogna riuscire a capirli, ascoltarli».
E gli studenti come sono cambiati?
«Ho insegnato a platee completamente diverse. Ma sono contrario all’idea che arrivino sempre più ignoranti. A volte sono i docenti che non fanno lo sforzo di mettersi al livello di ciò che hanno imparato. Se riesci a dare entusiasmo per la materia, a........
