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I simpatizzanti del partito Capibara in raduno a Padova: «Un mondo libero dal ricatto del lavoro»

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25.06.2026

Ecco gli slogan. «Un mondo libero dal ricatto del lavoro» «Vogliamo un’esistenza bella». Vita chill, direbbero i più giovani o del fancazzeggio, i boomer.

Davide Dibitonto, 31 anni, due lauree, di Salò «si lo so fa ridere», ma da tanti anni a Padova, parla a macchinetta, sa quello che dice. Stile tra pr e santone, look vacanze a Saint Tropez. «Aspetta, aspetta che faccio una storiella sui social così arriva più gente» dice. E la gente è arrivata.

Ieri, mercoledì 24 giugno, nel tardo pomeriggio, nei Giardini dell’Arena, è andato in scena il primo raduno padovano gratuitista: quelli che sognano un futuro con meno lavoro e più tempo per vivere.

Un incontro per discutere di una possibilità apparentemente scandalosa: lavorare meno. Molto meno. Forse il meno possibile.

È il popolo del partito Capibara, quel simpatico mammifero che in Argentina, durante il Covid, ha invaso le case dei ricconi per nuotare nelle loro piscine.

Una novantina di persone. Soprattutto studenti universitari fuori sede. Birretta, ghiaccioli, sigarette. Infradito, capelli colorati. La sinistra radicale.

Dibitonto li ha radunati in cerchio. «È un appuntamento collettivo al buio» dice. «Nessuno si conosce con nessuno». «Grazie di essere qui». L'atmosfera è rilassata. Fin troppo, verrebbe da........

© Il Mattino di Padova