Le risposte che mancano alla rabbia “in famiglia”
Se davvero il corpo di Chiara Guerra è finito nelle acque del Malgher, come tutto lascia intendere – la confessione del nipote diciassettenne, presunto assassino, le videoregistrazioni e le tracce lasciate sull’erba delle sponde – allora potrebbe non esserne rapido il ritrovamento. Anche se viene chiamato “canaletta”, il Malgher in realtà arriva a San Stino di Livenza quasi con piglio di torrente. Lo acquisisce fin dall’origine, in una zona di rogge e forre in Friuli-Venezia Giulia, da dove scende rapido a valle per dirigersi verso San Stino scorrendo quasi adiacente al Livenza.
Al termine della sua macabra passeggiata con la carriola, in cui portava il cadavere della zia cinquantatreenne squarciato dalle coltellate e coperto da un telo, riversandolo nel Malgher il presunto omicida forse confidava in ciò che, da quelle parti, tutti conoscono, cioè la sua portata e velocità, mantenuta elevata dagli sbalzi altimetrici, che raggiungono anche il metro, e perfino da una piccola cascata a Corbolone, così che, largo una ventina e più di metri e profondo da due a quattro, va di corsa a mischiarsi al fiume Loncon e, con esso, nel Lemene prima di........
