Nordio sul referendum giustizia: «Il sorteggio eliminerà l’attuale sistema para-mafioso»
Carlo Nordio è a casa, nel suo Veneto. Tira il fiato tra amici, lontano dai veleni romani; presenta il suo libro “Una nuova giustizia”, firma dediche, accetta i selfie sotto lo sguardo vigile della scorta. È più rilassato del solito, nonostante le polemiche sulla sua riforma della magistratura: ma le parole del procuratore capo di Napoli, Gratteri («Voteranno per il sì gli indagati, gli imputati e la massoneria deviata») lo hanno ferito. E non lo nasconde.
Ministro, è stato sorpreso da quella frase?
«Mi ha sorpreso perché per quanto la persona sia abbastanza determinata e per certi aspetti imprevedibile, non avrei mai pensato che avrebbe superato tutti i limiti della decenza».
Poi però ha precisato...
«Peggio el tacon del sbrego. “Sono stato travisato”: no, ha detto esattamente questo. Un’uscita di senno. Ripeto che è necessario l’esame psico attitudinale e psichiatrico non solo per chi entra in magistratura, ma anche per chi sta per uscirne. Ma ancora più grave è che si sia giustificato come se non fosse in grado di interpretare le sue stesse idee».
Si aspettava che intervenissero il Csm o l’Anm?
«Per molto meno hanno aperto pratiche a tutela. In questo caso il Csm è riuscito a comprimere il massimo numero di espressioni contorte nella minima credibilità del loro contenuto. Ma tutto sommato è una buona propaganda per il Sì...».
Secondo lei, Gratteri........
