menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

Minacce, estorsioni e rapine a un disabile psichico: chieste tre condanne. La vittima in aula: “Mi ero invaghito di lei”

12 0
13.03.2026

guzzi monza processo raggiro tribunale

Per approfondire:

Articolo: “Dammi i soldi o le prendi”. I tre accusati di estorsione e rapina a un disabile sono anche loro soggetti fragiliArticolo: “Se non fai come ti dico le prendi”: le minacce dietro il raggiro amoroso ai danni di un uomo di Seregno

Seregno (Monza Brianza), 13 marzo 2026 - Con altri complici si è fatta consegnare denaro per mesi da un 30enne, ora seguito da un amministratore di sostegno, che si era invaghito di lei e delle sue promesse di concedersi. "Se non fai come ti dico, questa volta le prendi", le minacce pronunciate dal 2022 fino al gennaio 2023 che hanno portato alla sbarra al Tribunale di Monza altri due 30enni, la donna D.P. e l'ex compagno E.C. e il 50enne R.O., tutti di Seregno.

Approfondisci:

“Dammi i soldi o le prendi”. I tre accusati di estorsione e rapina a un disabile sono anche loro soggetti fragili

La Procura ha chiesto la pena di 4 anni e 3 mesi per la donna e quella di 3 anni e 6 mesi ciascuno per i due uomini. Le accuse a vario titolo sono quelle di estorsione, rapina e lesioni personali. A ripercorrere in aula la vicenda è stato lo stesso 30enne, che aveva presentato diverse denunce ai carabinieri, ma non si è costituito parte civile al dibattimento per riottenere i circa 4 o 5mila euro che sostiene di avere sborsato.

"D. l'ho conosciuta nel 2022 e mi sono infatuato di lei, che sembrava ricambiasse i miei sentimenti - ha raccontato il 30enne, che lavora e vive da solo - All'inizio ho iniziato a darle io del denaro. Ma quasi subito sono iniziate le minacce. Mi aspettava sotto casa insieme a qualcuno, sempre di sesso maschile, che si metteva alla guida della mia auto e andavano a comprare la droga, a Seregno oppure a Lentate sul Seveso - ha raccontato la presunta vittima - Oppure lei mi obbligava a fermarmi al bancomat a prelevare, 100 o 200 euro alla volta. Se mi rifiutavo, mi diceva che me le dava e io temevo per la mia incolumità".

Poi sarebbero iniziati anche i bonifici. "Lei mi diceva quale era il numero di iban per fare il bonifico dal mio telefono cellulare e R.O. controllava dal suo telefonino se le somme gli venivano accreditate". Alle presunte estorsioni si aggiungono le accuse di rapina e lesioni. "Una volta mi ha citofonato a casa, non smetteva e ho dovuto aprirle. Ha iniziato a spogliarsi, si avvicinava e mi toccava per rovistare dentro le tasche, da dove ha preso una decina di euro. Quando mi ha chiesto soldi e io mi sono rifiutato, mi ha stretto una mano sul collo e mi ha morso un braccio". Accuse negate dagli imputati. Si torna in aula a luglio.

WhatsAppFacebookXPrint

© Riproduzione riservata

Tag dell'articolo

Dalle cittàProcessoRapina


© Il Giorno