Non è un carcere per donne: “Poche e discriminate dietro le sbarre. Svaghi e lavoretti, qui a Bollate tutto di serie B”
Le donne spesso non accettano il sistema carcere e vengono considerate disadattate
Per approfondire:
Articolo: Rivolta nel carcere di Cremona: detenuti incendiano una sezione, distruggono finestre e telecamereArticolo: La vita al di là delle sbarre è sempre più dura: i dati del rapporto di AntigoneArticolo: Milano, ancora violenza al carcere minorile Beccaria: cinque agenti feriti, tre graviRicevi le notizie de Il Giorno su Google
SeguiciMilano, 9 luglio 2026 – “Il carcere è “maschio”. Una struttura pensata per gli uomini, pensata dagli uomini, che non ha la capacità di affrontare la specifica sofferenza delle donne. Le donne sono condannate a doppia pena”. Non usa certo giri di parole Susanna Ripamonti, direttrice di carteBollate, il periodico pensato e scritto dai cittadini e dalle cittadine detenute nel carcere di Bollate. È autrice con Roberta Ghidelli (curato da Giacomo Ghidelli) del libro “La pena oltre la pena. La doppia condanna delle donne in carcere”, edito da Libraccio editore.
Un libro che offre, senza cedere agli stereotipi, e attraverso le voci delle protagoniste detenute, “la possibilità di entrare nella complessità del tema”, sottolinea nella prefazione Lucia Castellano (che di Bollate è stata la direttrice per otto anni, dal 2002 al 2010). C’è una........
