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A tu per tu con Charlie Chaplin: al Mic di Cineteca Milano Charlot rivive con l’AI

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23.03.2026

Matteo Pavesi, direttore di Cineteca, e la statua di Cruciano. Accanto l’ologramma

Per approfondire:

Articolo: Cineteca Milano, gli Indiana Jones della settima arte fra restauri titanici e tesori da salvare più antica d’ItaliaArticolo: Allegro non troppo, 50 anni dopo: "Dissero che non aveva pubblico... Il film è ancora vivo e oggi ci parla"

Milano – Charlie Chaplin fa i conti con l’intelligenza artificiale al Mic, Museo Interattivo del Cinema, che da oggi alle 15 (ingresso libero con prenotazione) al 4 ottobre dedica a lui mostra e rassegna: “A tu per tu con Charlie Chaplin“.

L’ologramma di Charlie Chaplin

“Il Museo del Cinema è sempre stato molto attento alle tecnologie che in questi anni si sono sviluppate in modo molto rapido – la premessa di Matteo Pavesi, direttore generale di Cineteca Milano –. L’arrivo dell’Intelligenza artificiale e la creazione dell’ologramma di Chaplin per noi è stata una sorpresa incredibile. Ci siamo emozionati come bambini e meravigliati come i primi spettatori di fronte a un film”. Visitatori che oggi lo interrogano: “Qual è il tuo film preferito, Charlie?”. Lui tira giù un telo bianco e mostra una clip di Luci della città, spiegando il perché. Una presenza importante all’interno di un percorso più ampio per avvicinare un autore per nulla semplice.

A tu per tu

Matteo Pavesi, direttore di Cineteca, e la statua di Cruciano

All’ingresso dell’ex Manifattura Tabacchi si evoca il personaggio, che si conosce un passo alla volta tra manifesti restaurati e fotografie. Fino al primo incontro vis-à-vis: da una stanza in bianco e nero ti fissa la statua iper-realistica di Charlot realizzata dall’esperto di effetti visivi Leonardo Cruciano. E ancora si passeggia fino a una grossa finestra: eccolo lì, ad altezza naturale, che si muove, parla, agita il bastone solleticato dalle domande.

“Può essere un modo per avvicinare al suo mondo anche le giovani generazioni”, sottolinea Pavesi. Un’anticamera prima della sala che ospiterà una staffetta di suoi film (Cineteca ha restaurato tutti i materiali che custodiva in archivio), dibattiti e incontri sull’IA. Si riparte da qui. “Credo sarà la chiave per un museo interattivo in termini più alti – anticipa Pavesi – sperimenteremo e chissà, magari Chaplin un giorno prenderà pure il mio posto nella presentazione dei film”.

Ecco, quello fa più paura sì. Intanto però ci si lascia commuovere dall’immagine “modernissima e irrisolta del vagabondo” e si pone all’intelligenza umana la stessa domanda: Chaplin preferisce City Lights e il direttore della Cineteca? “Quello che mi attira di più è come si muove in tutti i film. Come un ballerino classico, con grazia, eleganza, precisione”. Guarda l’ologramma: “È talmente credibile che ci si affeziona e pensi già alla prossima domanda per sentire la sua risposta: è una bella partita a scacchi”.

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