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Il dramma di Lucia Tognela morta e dilaniata dai cani a Trivigno: uccisa dai molossi o attaccata dopo un malore

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Ingente lo spiegamento dei mezzi di soccorso e delle forze dell'ordine appena a Trivigno è scattato l'allarme

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Trivigno (Sondrio), 24 aprile 2026 – Dilaniata. Gravissime lesioni da morsi di animali in tutto il corpo. Orrore ieri a Trivigno, splendida località montana raggiungibile in un pugno di chilometri sia da Tirano che da Aprica. Qui, in una zona tra l’altro particolarmente impervia, ieri pomeriggio è stato trovato il corpo senza vita di Lucia Tognela. Classe 1966, nativa di Villa di Tirano, moglie e madre di due figli, era residente a Bianzone ma possedeva, come del resto molti in zona, una seconda casa a Trivigno, situata nella parte bassa. Il suo corpo era, invece, a Banchelle, un po’ più su, verso la chiesetta, lungo una passeggiata assai conosciuta. 

A Trivigno Lucia Tognela aveva una seconda casa

Attesa per l’autopsia  

Lucia amava camminare in quei boschi e in quei prati, che cosa sia accaduto ieri è però ancora tutto da chiarire, anche perché come dichiarato dal Procuratore generale Pietro Basilone, che si è recato sul posto con la collega, il sostituto Tatiana Ennemoser, sarà solo l’autopsia a svelare se la povera Lucia sia morta in seguito ai morsi del cane o dei cani che l’hanno aggredita, oppure se gli animali l’abbiano sbranata in un secondo tempo, magari attirati dal sangue di ferite che la donna potrebbe essersi procurata scivolando oppure – eventualità ancora più agghiacciante – perché attaccata da un altro predatore, magari addirittura l’orso.

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Lo spiegamento dei soccorsi  

Ma si tratta solo di ipotesi, al momento, che giungono al culmine di una giornata convulsa, che ha visto intervenire sul luogo del tragico rinvenimento del cadavere dilaniato un vero dispiegamento di forze dell’Ordine, sanitari, personale del Soccorso Alpino civile e delle Fiamme Gialle e naturalmente gli esperti del Servizio Veterinario di Ats Montagna. Oltre alla dinamica dell’aggressione mortale, vi sono numerosi dettagli che ancora non sono emersi. Chi ha trovato la donna, da quali e quanti cani sarebbe stata attaccata e, soprattutto, a chi appartengano bestie così aggressive da arrivare a uccidere, sfigurandola a morsi, una persona. 

Uno dei cani, che potrebbe essere responsabile della morte della sessantenne, è stato preso in carico dal Servizio veterinario dell'Ats

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Sospetti su un residente  

Quando la tragica notizia ha cominciato a circolare, soprattutto tra gli habitué della bella località il pensiero è subito andato ad un personaggio piuttosto controverso e chiacchierato che a Trivigno vive, tutto l’anno, dal 2023. Con i suoi cavalli e, soprattutto, con numerosi dogo argentini – molossoidi "creati” letteralmente per la caza mayor la caccia alla grossa selvaggina nelle pampas argentine, dunque non certo animali da divano o da compagnia – con cui spesso si muoveva, lasciandoli liberi. Descritto come attaccabrighe e minaccioso, avrebbe collezionato anche diverse denunce proprio per i danni causati dai suoi cani. Allo stato non vi sono tuttavia conferme ufficiali di collegamenti tra la tragedia avvenuta a Banchelle e i dogo dell’allevatore in questione. L’unico visto “portare via” dai veterinari, però, era proprio uno dei suoi.

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