Luca Attanasio, l’ambasciatore ucciso 5 anni fa in Congo: presenza che vive nei valori che ci ha trasmesso
Luca Attanasio e la moglie Zakia Seddiki
Articolo: Una piazza intitolata a Luca Attanasio: "Credeva nella pace, pagò con la vita"
Articolo: Il padre di Luca Attanasio, ucciso 5 anni fa: “Un piano preciso per assassinarlo, deluso dallo Stato”
Articolo: Omicidio Luca Attanasio, il padre: "Fu esecuzione premeditata. Aveva saputo che erano spariti i fondi per un progetto umanitario"
Limbiate, 22 febbraio 2026 – Cinque anni fa Luca Attanasio, ambasciatore italiano in Congo, fu ucciso in un attentato insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci. I due facevano parte di un convoglio del Programma alimentare dell’Onu, attaccato il 22 febbraio 2021 durante un trasferimento nei pressi della cittadina di Goma. Insieme a loro morì il loro autista Mustapha Milambo. Quel triplice delitto è rimasto senza responsabili. Oggi è il giorno del ricordo e l’occasione per tornare, ancora una volta, a chiedere verità e giustizia.
A partire da Zakia Seddiki, moglie dell’ambasciatore, che nel suo ricordo, insieme alla famiglia di Luca, si attiva per portare ovunque venga richiesta, la testimonianza di impegno e dialogo, principale eredità del marito.
“Il 22 febbraio 2021 la nostra vita è cambiata per sempre. Mio marito Luca ci ha lasciati mentre stava svolgendo il suo servizio, insieme al carabiniere Vittorio Iacovacci e all'autista Mustapha Milambo. Oggi il mio pensiero va anche alle loro famiglie, unite a noi da un dolore che ci accompagna ogni giorno”, queste le sue parole in un convegno organizzato a Palermo in memoria del diplomatico assassinato. “Luca - ha voluto aggiungere Zakia, fondatrice dell'Associazione umanitaria Mama Sofia - è una presenza che continua a vivere nei valori che ci ha trasmesso, nel suo modo di guardare gli altri con rispetto, nella sua capacità di credere nel dialogo e nella possibilità concreta di costruire ponti. Amava profondamente il suo lavoro e le persone che incontrava. Credeva che la pace si costruisse ogni giorno, con responsabilità e con gesti semplici ma coraggiosi. Il dolore non passa, si trasforma. Resta il suo esempio, la sua umanità, il suo sorriso”.
Resta, ha concluso Zakia, “ciò che ha seminato. Non c'è un solo giorno in cui Luca non sia nei miei pensieri. E insieme alle nostre figlie continuiamo a vivere nel solco dei suoi valori, perché è il modo più vero che abbiamo per sentirlo ancora accanto a noi”.
Non sono mancati gli omaggi da parte dei vertici delle istituzioni. A partire dal presidente del Senato Ignazio La Russa.
“Luca e Vittorio rappresentavano l'anima migliore dell'Italia all'estero – ha dichiarato La Russa – Luca non era soltanto un nostro ambasciatore in una terra lontana, ma un giovane costantemente impegnato nell'aiutare il prossimo; Vittorio, fedele alla divisa e alla Patria, affrontava la sua missione con coraggio. Oggi, a distanza di 5 anni da quel tragico attentato, rinnoviamo la nostra sentita vicinanza alle loro famiglie”.
Sulla stessa lunghezza d’onda il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Nel giorno del quinto anniversario della tragica morte dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere scelto Vittorio Iacovacci con l'autista Mustapha Milambo, ne ricordiamo il sacrificio insieme a tutta la Farnesina e alla nostra rete diplomatica – ha scritto l’esponente del governo in un post sul suo profilo X – Caduti nella Repubblica Democratica del Congo nell'adempimento del loro dovere al servizio dell'Italia, con il loro lavoro hanno testimoniato i valori di solidarietà, dialogo e vicinanza alle comunità più fragili che guidano l'azione internazionale del nostro Paese”.
E il ricordo ha coinvolto anche Lorenzo Fontana, presidente della Camera. “Cinque anni fa l'ignobile attentato in Congo in cui persero la vita l'ambasciatore Luca Attanasio, il carabiniere Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo – ha scritto sui social Fontana – Rinnovo, con profonda commozione, la vicinanza ai familiari. Il loro coraggio e il loro impegno per la pace restano un esempio sempre attuale".
Tributi sono arrivati anche dall’Arma dei carabinieri, sul profilo X ufficiale, così come dall’Osnm, l’associazione Operatori sanitari nel mondo.
Nei giorni scorsi Salvatore Attanasio, papà dell’ambasciatore, intervistato dal nostro giornale ha rivelato come l’assassinio del figlio sia stata un’operazione programmata al dettaglio, sulla base dei riscontri dell’inchiesta condotta dalla procura di Roma. Dopo l’assassinio si parlò di una rapina, pista definitivamente sfumata dopo aver retto, però, a lungo, nonostante i numerosi elementi che la sconfessassero. A dimostrazione di come la vicenda, sin dall’inizio, sia stata segnata da opacità e ambiguità.
© Riproduzione riservata
