menu_open Columnists
We use cookies to provide some features and experiences in QOSHE

More information  .  Close

La monzese suor Simona Brambilla scelta da Papa Leone XIV per decidere e nominare i vescovi. “Dio? È anche donna e madre”

7 11
14.02.2026

Suor Simona Brambilla ha un dottorato in Psicologia ed è stata la prima donna prefetto nella storia della Chiesa

Articolo: L’anno del Beato Talamoni. Luigi, il prete degli ultimi: "Riscopriamo le radici"

Articolo: Suor Maria Troncatti proclamata santa, la canonizzazzione in piazza San Pietro a Roma

Articolo: Confraternite Diocesi di Milano, c’è la prima donna alla guida: Marisa Curto. Saronno scrive una pagina di storia

Articolo: Celestino Pagani, il frate dei miracoli: “Facevo il falegname e stavo per sposarmi. Ma una voce mi ha chiamato"

Monza, 14 febbraio 2026 – Una suora lombarda, per la prima volta nella storia della  Chie sa di Roma, entra nel Dicastero dei Vescovi, organo che decide le nomine dei vescovi e partecipa alla delicata amministrazione delle diocesi: è la monzese Simona Brambilla, 61 anni il prossimo 27 marzo, appartenente all’istituto delle suore missionarie della Consolata di Torino. La nomina, di cui si parlava da tempo, è stata ufficializzata oggi 14 febbraio in Vaticano. Suor Brambilla è attualmente prefetto del Dicastero per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica. Nomina, quest’ultima, arrivata il 6 gennaio scorso e che le assegna un “record” personale, quello di essere la prima donna ad assumere la carica di prefetto. A volerla, papa Francesco. La carica le è stata poi conferita da Leone. 

Con lei altre due presenze femminili 

Suor Bra mbilla si va ad aggiungere ad altre due donne: suor Raffaella  Petrini, presidente della Pontificia commissione per lo Stato della Città del Vaticano e del Governatorato, e Maria Lia Zervino, già presidente della Unione mondiale delle organizzazioni delle donne cattoliche (in inglese World Union of Catholic Women’s Organisations), già nominate da papa Francesco membri del Dicastero per i Vescovi nel luglio 2022 e confermate oggi da Leone XIV. Insieme sono chiamate a partecipare al processo per eleggere i nuovi pastori diocesani. 

“Quando comandano le donne, le cose vanno”: Papa Francesco e l’ultimo incontro con la rettrice della Cattolica Elena Beccalli

Nat a a Monza nel 196 5, con un diploma da infermiera, professione che ha esercitato per un breve periodo all’ospedale San Leopoldo Mandic di Lecco, nel 1988 entra a far parte delle Missionarie della Consolata; dieci anni dopo nel 1998, si laurea in psicologia alla Pontificia università gregoriana e l’anno successivo, 1999, intraprende la sua attività missionaria in Mozambico.   

In missione in Mozambico 

Ed è qui che si mette in luce con un intenso e appassionato impegno pastorale accanto alle popolazioni del distretto agricolo di Maua, una delle zone interne più povere di uno dei Paesi più poveri del continente africano, con due terzi della popolazione (28 milioni di abitanti) che vive sotto la soglia di povertà, dove la metà di essa vive con meno di un dollaro al giorno. Della congregrazione torinese fondata nel 1910 diventa successivamente superiora per due mandati, dal 2011 al 2023. 

Il nome di suor Simona è stato spesso legato a impostazioni teologiche di stampo femminista, a partire da espressioni come “Dio è donna”. A una domanda, nel corso di un’intervista, su quali fossero le sue credenziali come religiosa, da lei è infatti arrivata una risposta tranchant e incisiva: “Solo una, sono una donna”.  È il contatto quotidiano, durante la sua attività missionaria in Mozambico, con l’etnia macua, società strutturata in senso profondamente matriarcale, a ispirarle questa visione di Dio fuori dagli schemi tradizionali, quanto meno occidentali: “La etnia macua è matriarcale e matrilineale. Tutto gira intorno alla donna e alla madre. Inclusa l’immagine di Dio. Dio, quindi, è madre e donna; e la donna secondo questa visione è l’immagine più vicina a Dio”.

© Riproduzione riservata


© Il Giorno