Danneggiata la teca di Mussolini e Claretta Petacci: l’ex Potere operaio Cecco Bellosi a processo tra le polemiche
Cecco Bellosi e, a destra, la lapide con i volti di Benito Mussolini e Claretta Petacci
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Como, 25 febbraio 2026 – Polemiche a Como a due giorni dall'avvio del processo nei confronti di Cecco Bellosi, 78 anni, accusato di avere danneggiato, nella notte del 28 aprile 2023, “beni esposti per necessità alla pubblica fede”, vale a dire la teca che davanti a Villa Belmonte, a Giulino di Mezzegra, sul lago di Como, conteneva le fotografie di Benito Mussolini e di Claretta Petacci, che lì furono fucilati il 28 aprile 1945.
Tolti i fiori, non danneggiamenti
Ex esponente di Potere operaio, un passato da militante delle Brigate Rosse, attuale coordinatore della comunità ‘Il Gabbiano’ che si occupa di tossicodipendenti e del reinserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti, Bellosi ha sempre negato di avere danneggiato la lapide, ammettendo però di avere tolto “i fiori che mani fasciste avevano collocato sopra la teca”.
La perquisizione e il sequestro
In seguito a quell’episodio, fu anche perquisita l’abitazione di Cecco Bellosi, da parte di cinque carabinieri su mandato firmato dal sostituto procuratore di Como Simone Pizzotti, e gli venne sequestrato il telefono cellulare.
Il processo e il presidio
Il processo in tribunale a Como è fissato per venerdì 27 febbraio. Per quella data, la sezione Anpi e il circolo Arci di Como hanno preannunciato l'organizzazione di un presidio di protesta all'esterno del palazzo di giustizia.
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